Roma: il cemento sta "uccidendo" l'agricoltura

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Di Debora Billi

Roma è il primo comune agricolo d'Italia, ha una superficie coltivata più grande dell'intero Comune di Bologna. Le aziende agricole, molte delle quali di dimensione colossale e a partecipazione pubblica si stanno convertendo da tempo alle produzioni biologiche e persino biodinamiche: a Roma si può fare il turismo enogastronomico senza uscire dalla città, e infatti i romani amano portare i bambini a fare il picnic o alle Fattorie Educative senza neanche andare fuori porta.

Tutto ciò scalda in cuore, nevvero? Anche se siamo 4 milioni di persone, è bello sapere che la città è in grado di produrre da sé almeno una parte del cibo che consuma. Sbagliato. Negli ultimi cinque o sei anni, il mattone si è mangiato e continua a mangiarsi migliaia di ettari di terreni coltivabili, che non fanno forse parte di consolidate aziende agricole, ma che avrebbero potuto diventarlo. Progetti faraonici di torri a trenta piani, centri congressi in vetro, europarchi, palasport, megalberghi ma soprattutto... inutile e infame lottizzazione per edilizia residenziale (nella foto, un quartiere degradato della capitale).

Per leggere il post integrale e vedere un video molto eloquente cliccate su Petrolio.

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