Psicocafè: gli occhi di un volto noto ci sorridono

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Per la mente umana imbattersi in uno stimolo familiare significa sperimentare uno stato emotivo intrinsecamente positivo. La spiegazione di questo fenomeno sembra avere a che fare con la facilità e il relativo minor sforzo con cui uno stimolo familiare è processato dal cervello.

Quando dobbiamo gestire cognitivamente uno stimolo già conosciuto infatti, l’imput visivo corrente deve “solo” appaiarsi (match) con una rappresentazione mentale pre-esistente e far recuperare l’informazione immagazzinata in memoria. Nel caso di uno stimolo inedito dobbiamo invece decifrare tutte le sue caratteristiche principali e creare una rappresentazione mentale dell’oggetto ex-novo.

La dimostrazione più interessante del fatto che la relativa facilità di processamento di un oggetto familiare è accompagnata da una sensazione emotiva positiva fu fornita da Winkielman e Cacioppo  nel 2001.

Essi dimostrarono (pdf) che  la facilità di  processamento di uno stimolo era associata con l’attivazione miografica dei muscoli zigomatici (quelli del sorriso), ma non aveva effetto sui muscoli corrugatori (quelli della fronte corrucciata).

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