OGM in Italia: l'intervista alla biologa e giornalista Anna Meldolesi

ogm-patate.jpgRiportiamo qui il post di Blogosfere Economia e Finanza con una intervista molto interessante sull'argomento OGM:

Ieri vi abbiamo parlato della Campagna Liberi da Ogm che, a detta degli organizzatori, ha raccolto oltre 3 milioni di firme.

Oggi intervistiamo Anna Meldolesi, biologa e giornalista scientifica di Darwin, collaboratrice di Nature Biotechnology e Il Riformista. Una voce autorevole che ad anni si batte per diffondere una cultura favorevole agli Ogm supportata da motivate scelte scientifiche.

Anna, tre milioni di firme contro gli Ogm sono la prova di una resistenza molto forte.

Ho molti dubbi su questi 3 milioni di voti. Innanzitutto per la formulazione del quesito: anch'io risponderei sì alla domanda eppure non condivido la loro posizione su Ogm. E anche sul numero di voti avrei qualcosa da dire. Gilberto Corbellini, riferendosi a calcoli fatti dai Radicali, che hanno grande esperienza nella raccolta delle firme, ha constatato che erano pochissimi i presidi di raccolta e peraltro semivuoti. Alcune persone che conosco e che hanno votato ai banchetti, non hanno fornito nessun documento d'identità, per non parlare dei voti su Internet, senza alcun controllo,e di quelli inviati via Sms, per i quali si poteva solo votare sì.

E ora cosa faranno con i voti raccolti?

Loro sostengono di poter andare a Bruxelles per dimostrare che l'Italia è contro gli Ogm. La verità è che il comparto zootecnico italiano non può farne a meno visto che sono usati anche per produrre il Prosciutto di Parma e il Parmigiano Reggiano. Anche la soia non Ogm, ad esempio, non esiste in quantità sufficienti per soddisfare tutto il mercato.

aranciaogm.jpgQuindi la importiamo.

Esatto. Come il mais BT ad esempio, prodotto in Europa dalla Spagna alla Slovacchia è importato. Marco Cappato ha ragione a dire la proposta di Mario Capanna è del tutto fuori dal tempo.

E' vero che con l'introduzione degli Ogm scomparierbbero i prodotti tipici e  se ne abbasserebbe la qualità?

I primi prodotti in commercio Ogm sono stati mais, soia, colza, cotone e commodities utilizzate a livello industriale. Bisogna anche dire che sono largamente utilizzati ibridi, largamente prerferiti agli Ogm a livello di opinione pubblica. Anche negli ibridi c'è manipolazione genetica che avviene allo stesso modo con tecniche molto invasive ma che non rientrano nell'ambito dell'ingegneria genetica.

Due argomenti molto diffusi contro gli Ogm sono i rischi per la salute, ad esempio i danni permanenti al sistema immunitario. Cosa rispondi?

Gli Ogm hanno alle spalle 20 anni di sperimentazione e 10 anni di consumo. In decine di rapporti scientifici vagliati da Accademia francese delle Scienze, Royal Society britannica, Società di Genetica agraria e di Tossicologia che ritengono i danni da ogm "trascurabili". Non possono essere a rischio zero perchè neanche gli alimenti convenzionali lo sono. In 15 anni di studi in ricercatori europei non hanno mai raggiunto un fronte così compatto come quello per il sì agli Ogm. Ci sono anche scienziati che portano prove e resoconti afavorevoli, ma parlano a nome proprio non certo per la comunità scientifica.

Ma se in tutto questo tempo la resistenza agli Ogm è ancora tanto alta,  la comunità scientifica avrà sbagliato qualcosa.

Sì, non è stata all'altezza del compito. In particolare in Italia, la comunità scientifica non ha mai avuto responsabilità nel policy making, come accade invece nei paesi anglosassoni. Anche l'Accademia dei Lincei è un'istituzione che sembra privilegiare gli aspetti celebrativi piuttosto che assumersi il compito di fare da interfaccia tra laboratori e politica. In Italia abbiamo il caso Di Bella e altri meccanismi irrazionali come l'opposizione ai rigassificatori. Oltre all'istinto alla conservazione ci sono lobby pro e contro biotech che si fronteggiano. Non sono lobby biotech contro cittadini, ma contro Coldiretti e le cooperative.

Un altro argomento contro è la dipendenza dei paesi in via di sviluppo dai semi prodotti dalla Monsanto.

E' falso che il biotech aiuta solo il grande latifondista e non il piccolo produttore. Su Isaaa.org e Fao hanno pubblicato mappe in cui si segnala quali Ogm vengono coltivati e in quali paesi. A oggi sono 22 in tutto il mondo, sia sviluppati che invia di sviluppo. Oltre 10 milioni di agricoltori coltivano Ogm e la maggior parte sono piccoli produttori. La maggior parte dei paesi in via di sviluppo che hanno già utilizzato i semi della Monsanto negli anni scorsi li ha riprodotti di contrabbando, senza pagare le royalties. Quindi sono di fatto indipendenti dalla multinazionale.

Certo, ma la Monsanto non fa beneficienza a nessuno. E l'immagine che da' di sè, dopo l'Agente Arancio e il Posilac non invita certo l'opinione pubblica dalla sua parte.

La Monsanto ha fatto molti errori, ma bisogna riconoscere che la tecnologia biotech l'hanno conquista per prima e non l'ha rubata a nessuno.  

C'è qualche argomento contro gli Ogm?

Bisogna dire di no a un certo Ogm, bisogna analizzare caso per caso, promuovere o bocciare valutando rischi e benefici. Oggi, per entrare in commercio, un Ogm deve passare una lunga serie di verifiche. E il livello di serietà nei controlli non accenna certo a diminuire con il passare del tempo.

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