Energia nucleare: la blogosfera riflette e discute

energia-nucleare-1.jpgLa produzione di energia nucleare continua ad essere per molti una valida alternativa. Ieri abbiamo parlato della scoperta di due ricercatori che consentirebbe di produrla senza generare scorie radioattive. Ma nonostante i progressi della scienza non mancano le voci contro.

Sostenibile ci segnala un report di Legambiente sulla sua scarsa convenienza economica. Il dossier si spinge oltre le considerazioni ecologiche e le questioni di sicurezza, dando grande attenzione ai costi di produzione e ad i dati dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA). Quest'ultima, da sempre principale sponsor dell'opzione nucleare, ha recentemente dovuto rivedere al ribasso le sue stime sul ruolo reale dell'atomo nella produzione energetica mondiale. Entro il 2030 - sostiene l'AIEA- il contributo dell'energia atomica al fabbisogno mondiale è destinato a scendere dal 15% al 13%.

nucleare-nuvole.jpgL'Italia, 20 anni fa, è stato il primo grande Paese industrializzato a rinunciare all'atomo. Oggi in Europa ci sono 439 centrali nucleari (a fissione) in attività, in gran parte vecchie e confrontate a continui piccoli problemi tecnici. Queste 439 centrali sono in grado di fornire, nell'arco di 20 anni, qualcosa come 400 tonnellate di plutonio, ovvero tanto plutonio quanto ne serve per costruire 80'000 bombe atomiche.E proprio in merito al referendum sul nucleare del 1987, Ecoalfabeta ci ricorda che  l'80% dei votanti ha  abrogato le norme per la costruzione di nuove centrali.

ASPO Italia rileva che l'uranio è una risorsa scarsa e non rinnovabile e pertanto soggetta agli stessi problemi del petrolio e del gas naturale. Dal momento che l'Italia non ha riserve di uranio, è difficile che investitori privati siano disposti a rischiare somme enormi senza avere la garanzia di una fornitura futura di combustibile. E' quindi meglio impiegare le risorse pubbliche nello sviluppo delle energie rinnovabili. Vi consigliamo di leggere alcune interessanti riflessioni del nostro blogger Marco Pagani.

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