IBM aiuta l'ambiente: i wafer di silicio diventano pannelli solari

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La vocazione ecologica contagia anche IBM, ed è un contagio benefico: l'azienda informatica costituita nel 1911 ha annunciato che, grazie a una tecnica messa a punto dai propri ingegneri, sarà in grado di riciclare i wafer di silicio per destinarli, dopo averli riutilizzati nelle normali linee di produzione, alla realizzazione di pannelli solari di ottima qualità.

Avevamo visto un'IBM particolarmente verde anche a Smau 2007 dove l'azienda si è presentata con uno stand che strizzava l'occhio all'ecologia e con questa novità IBM continua a muoversi nella stessa direzione.

Per wafer si intendono i sottili supporti realizzati in materiale semiconduttore - in questo caso il silicio - sui quali vengono costruiti i circuiti elettronici, ossia chip o circuiti integrati.

IBM ha intenzione di riutilizzare questi supporti pulendone la superficie attraverso un delicato processo di abrasione. Si tratta di cancellare dal supporto le tracce dei circuiti precedentemente realizzati senza però assottigliare accessivamente la struttura del wafer. Questo succedeva con le tecniche usate fin'ora, che prevedevano l'abrasione del wafer tramite sfere di vetro; sono poche le tecnologie che possono sfruttare lastre di silicio tanto sottili, tra queste i pannelli solari che rappresentano la destinazione dei wafer dopo una serie di abrasioni.

Le stime parlano di 3 milioni di wafer di silicio all'anno che, se utilizzati nella produzione di pannelli solari, potrebbero erogare energia per 13,5 megawatt di potenza. VisionPost specifica che non si tratta di una cifra rilevante rispetto alla produzione globale di energia solare (Sharp, il più grande produttore di pannelli solari, produce 600 megawatt annui), ma pur sempre rispettabile, soprattutto se si considera che è recuperata da materiale di scarto.

E VisionPost aggiunge: pare che IBM abbia deciso di condividere la nuova tecnica con gli altri produttori di chip, ma non è stato ancora preso un accordo definitivo. Non resta che sperare che la necessità di energia prevalga sulle ragioni del emrcato e sulle strategie di concorrenza

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