Si riapre il caso Eluana Englaro: la Cassazione dice "sì al diritto di morire"

eluana-englaro.jpgTiene banco in Rete e non solo la vicenda di Eluana Englaro. Se prima del coma c'era la volontà di non vivere come un "vegetale" si può staccare la spina. In pratica la Suprema Corte di Cassazione ha affermato questo concetto nella decisione con la quale ha accolto con rinvio il ricorso del padre di Eluana Englaro riaprendo il processo presso la Corte d'appello di Milano.

Per chi ancora non lo sapesse Eluana Englaro è in coma dal 18 gennaio 1992. A causa di un terribile incidente venne ricoverata a Lecco in coma profondo a causa di un grave trauma cranico. Riportò la frattura della seconda vertebra cervicale che l'ha paralizzata a vita. Eluana però non si è mai svegliata e continua a vivere in uno stato vegetativo permanente. In casi come questo la scienza non dà alcuna speranza ai familiari.

eluana-englaro-1.jpgIl padre Giuseppe Englaro lotta ormai da tempo per staccare il sondino che alimenta la figlia. Ora grazie alla Suprema Corte di Cassazione sembra esserci un raggio di sole all'orizzonte. Il tutore di una persona - precisa in una nota la Corte - che versa in stato vegetativo irreversibile può chiedere al Giudice di sospendere l'alimentazione e quindi di staccare il sondino nasogastrico se la volontà della persona è stata accertata dalle testimonianze della famiglia e dalla vita del paziente, tenendo in considerazione i suoi convincimenti etici e morali.

Riprende così la discussione esplosa con Terry Schiavo e Piergiorgio Welby: il rifiuto delle cure è eutanasia? Esiste il diritto alla morte? Se lo chiede anche don Paolo Padrini sul blog Passi nel Deserto, dove nei commenti si è aperta una bella discussione. Per darci un occhio cliccate qui.

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