Alice nel Paese delle Meraviglie: più che una storia... una psicopatologia

Giulietta Capacchione, autrice del blog Psicocafé, ha approfondito l'analisi di Alice nel Paese delle Meraviglie cercando i significati nascosti

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Alice nel Paese delle Meraviglie non è solo una favola per bambini: è una storia scritta per Alice Liddell, l'Alice della realtà, i cui significati nascosti si perdono nella memoria dell'autore Lewis Carroll e si riscoprono a stento leggendo i suoi diari.

Un racconto che fa del nonsense il suo senso e costruisce una rete intricata di significati tra personaggi tanto incredibili da meritare più di una trasposizione cinematografica. Leggendo le pagine di Carroll però si può incappare in momenti di inquietudine: le stranezze del Paese delle Meraviglie ritraggono alcuni vizi del nostro mondo e, dicono gli psicologi, rappresentano una carrellata di casi clinici che, come vedremo, sono meno irrealistici di quanto potremmo pensare.

Giulietta Capacchione, autrice del blog Psicocafé, ha approfondito l'analisi di Alice nel Paese delle Meraviglie basandosi sul testo di Andrew Larner che analizza il racconto di Carroll secondo le categorie della neurologia.

Ecco un estratto dal post di Giulietta che trovate per esteso qui.

Humpty Dumpty e la prosopagnosia
Humpty Dumpty, è il personaggio di Carroll ricordato soprattutto per la sua famosa definizione del significato delle parole (“esse significano solo ciò che io scelgo che significhino”) e per aver coniato il termine, di uso comune in lingua inglese,  “portmanteau” ( in italiano “parola macedonia”).
Quando Humpty Dumpty sta per salutare Alice dice una frase sospetta. Afferma che potrebbe non essere capace di riconoscere Alice se si incontrassero un’altra volta...

La diagnosi di prosopagnosia sembrerebbe in questo caso autoevidente: Humpty Dumpty soffre di quella rara forma di agnosia visiva caratterizzata dall’incapacità di riconoscere volti familiari. Sfortunatamente però l’ipotesi non può essere verificata empiricamente perché Humpty soffre dei postumi di un trauma cranico  determinato dalla caduta dal muro e la diagnosi differenziale è più complessa!

Molte altre sono le domande di interesse psicopatologico che possiamo porci: la piscina di lacrime è una conseguenza di un pianto patologico? Al party del tè pazzo, il ghiro soffre di eccessiva sonnolenza diurna e, se è così, ci sono delle cause neurologiche sottese? La Duchessa Brutta ha una sindrome dismorfica? Le Regine rossa e bianca russano mentre dormono: potrebbero avere una sindrome da apnea ostruttiva notturna? L’affermazione della regina Bianca “Non posso fare la sottrazione in nessun caso” riflette un’acalculia selettiva?

Il testo integrale su Psicocafé»

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