L'effetto serra "candida" Al Gore al Nobel per la pace

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La notizia è ufficiale e lo scrive il Sunday Times: Al Gore è stato nominato per il Nobel per la Pace che verrà consegnato domani a Oslo. Una scelta spiazzante che preferisce surriscaldamento globale a guerre e povertà nel mondo.

 

L'ex vice di Bill Clinton non ha ancora commentato la nomina, ma nel frattempo si è guadagnato il titolo di "Goracle", un oracolo mediatico che ha puntato i fari dell'opinione pubblica su effetto serra e problemi ambientali.

Oltre al documentario "Una scomoda verità", ha organizzato l'evento mediatico più grande del secolo, il Live Earth. Più amplificato del Live Aid con artisti del calibro di Madonna, U2 e Robbie Williams

 

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Secondo Christopher Hitchens e la stampa inglese, il Nobel potrebbe mettere in crisi Hillary e i Democratici, spazzare via i loro piani e scatenare il bagno di folla per il candidato "verde".Le sue iniziative ambientaliste hanno gonfiato orgoglio e portafoglio. Con qualche riserva.

 

Il giudice John Burton dell'Alta Corte di Londra l'ha definito un film "fazioso e scientificamente inaccurato" come riporta Il Foglio di ieri. Pare infatti che la maggior parte delle prove dell'esistenza stessa del fenomeno del surriscaldamento terrestre che Gore fornisce nel corso del film sia inconsistente.

 

Insomma, quello che Al Gore racconta sullo scioglimento del Kilimangiaro, Katrina e il prosciugamento del lago Ciad non sarebbe riconducibile alle alte temperature. Nonostante le basi scientifiche sembrino vacillare, l'ex vice ha colto la palla al balzo e ha collezionato Oscar ed Emmy Award. A rompere le uova nel paniere è stata l'Abc: il network infatti ha dimostrato che l'impegno ambientalista gli ha fruttato almeno un milione di dollari.

Mica male, visto che "Una scomoda verità" è ormai considerata fiction; ma si sa, il fine giustifica i mezzi.

(post tratto da Blogosfere Economia e Finanza

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