Addio plastica: l'acqua minerale lascia spazio a quella del rubinetto

acqua_rubinetto1.jpgIn tutto il Pianeta, giorno dopo giorno, i consumi e gli sprechi salgano alle stelle, per questo diventa sempre più necessario individuare stili di vita sostenibili, che abbiano un impatto minimo sull'ambiente.

Numerose città, tra cui New York e Roma, hanno chiesto ai propri cittadini di bere l'acqua del rubinetto, rinunciando all'acquisto di quella minerale. Perché? L'obbiettivo è quello di eliminare l'uso delle bottiglie di plastica e di ridurre l'inquinamento legato alla lavorazione della stessa.

"Ogni anno, infatti, nel  mondo –  spiega Todd Jarvis della Water Resources Graduate Program alla Oregon State University –  si consumano 81 milioni di litri di petrolio e 600 miliardi di litri d'acqua per produrre 154 miliardi di acqua minerale in bottiglia".

bottiglia%20acqua.jpgQuesto business è alimentato dalla convinzione che l'acqua confezionata sia più pura e sia più controllata di quella del rubinetto. In realtà talvolta le acque di sorgente vicino alla superficie contengono inquinanti che non si trovano nelle acque dei pozzi municipali a centinaia di metri di profondità.

Se da una parte le città, dopo numerosi prelievi e test sull'acqua dei propri acquedotti, invitano i cittadini a berla tranquillamente, dall'altra parte le aziende promettono l'uso di materiali biodegradabili e non inquinanti.

Per approfondire l'argomento visita anche Eco Alfabeta, che accoglie l'invito di liberarsi della plastica e Protonutrizione, che analizza l'ipotesi da diversi punti di vista. E voi cosa ne pensate?

  • shares
  • Mail