Droga a scuola: la proposta della Turco e il dibattito della blogosfera

canabis2.jpgIl 16 maggio moriva Dario, un ragazzo di soli quindici anni. Nell'Istituto Gadda di Paderno Dugnano si è accasciato su uno dei banchi e non ha più ripreso conoscenza. Pochi minuti prima aveva fumato uno spinello. Il mondo giovanile è sotto shock.

Purtroppo, nella mentalità odierna fumare canne è considerata un'abitudine del tutto normale, che non scandalizza praticamente più nessuno, esattamente come nessuno si scandalizza per una banale sigaretta.

A questo proposito è assolutamente significativo il sondaggio, "Nella tua scuola gira droga", lanciato da Addiction, a cui il 63% dei partecipanti ha risposto sì. E anche se il campione non può considerarsi significativo, in ogni caso la percentuale deve far riflettere poiché denota l'emergere di una preoccupante tendenza.

Ma per uno spinello si può davvero morire? Milano 2.0 ha cercato di dare una risposta a questo interrogativo. "La letteratura medica lo reputa praticamente impossibile, a meno che, come afferma un medico che abbiamo sentito ed altri esperti e docenti d'Università che sono stati interpellati sul caso, il principio attivo (Thc) non sia superiore alla norma o che la canna contenga anche qualche altra sostanza. Ad esempio il crack, che può essere letale".

cannaa.jpgGli esami tossicologici sul corpo di Dario svelano che nei suoi polmoni non c'è alcuna traccia di fumo, lo spinello in questione conteneva cocaina, o meglio cocaina crackata. Com'è possibile che nelle scuole, che dovrebbero essere luoghi sicuri e formativi per i ragazzi, si possa tranquillamente far uso di cannabis, cocaina e stupefacenti?

Passi nel deserto ed Emergenza Salute riflettono sulla  conseguente proposta del Ministro della Salute Livia Turco di inviare i Nas, Carabinieri del nucleo anti sofisticazione nelle scuole italiane, con l'obbiettivo di effettuare serrati controlli, che frenino la diffusione e l'uso di droghe all'interno degli istituti. Ovviamente le reazioni sono diverse e opinioni contrastati si sollevano da ogni ambito: scolastico, politico, cattolico... La repressione non sempre coincide con la formazione ma quanto può essere ancora tollerato? E le famiglie, che conoscono sempre meno i propri figli, che ruolo hanno in questa situazione che si fa sempre più allarmante?

Già in passato avevamo trattato l'argomento Cannabis in questo post.

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