Linfedema: l'esperto e la terapia fisica

bend.jpgDalla relazione del Dottor Zilli, fornitaci da Franco Forestiere, autore dell'appello e della campagna a cui abbiamo dato voce nei post precedenti, continuiamo ad approfondire la patologia del linfedema.

Nel post precedente abbiamo parlato delle misure igieniche, ma avevamo già preannunciato procedimenti di tipo fisco-riabilitativo e chirurgici. Vediamo qual'è la terapia fisica consigliata per combattere questa malattia.

"La terapia fisica del linfedema rappresenta l’arma più importante nella battaglia contro tale malattia. Accanto al linfodrenaggio meccanico, da attuarsi con appositi macchinari va sempre associato il linfodrenaggio manuale, il quale favorisce il riassorbimento non solo della componente acquosa dell’edema, ma anche di quella proteica, che perpetua la malattia con meccanismo idrostatico e osmotico.

Tali trattamenti devono necessariamente essere ripetuti nel tempo, con cicli di almeno 10 sedute ogni tre mesi. Infatti alla fine di ogni trattamento, al paziente affetto da linfedema viene applicato un bendaggio elastico funzionale e consigliata una idonea contenzione elastica, in modo da esercitare dall’esterno dell’arto una contro pressione volta a ritardare l’accumulo di liquido per meccanismo idrostatico.

gambee.jpgIn rapporto a quanto sopra detto vanno segnalati diversi problemi. Innanzitutto i costi della terapia fisica e delle contenzioni elastiche, confezionate su misura e che sono da ripetere e rinnovare regolarmente per tutta la vita, sono elevatissimi e totalmente a carico dell'ammalato. Per motivi squisitamente economici, non tutti i pazienti possono permettersi una cura adeguata.

Sono pochi anche i medici con adeguata preparazione alla patologia e scarsi anche i centri altamente specializzati sul linfedema, che del resto è una malattia ignorata anche nei corsi universitari, cosicché si arriva a diagnosticare come flebiti (ahimé) delle linfangiti su arti palesemente patologici.

Inoltre è necessario evidenziare la mancanza di un adeguato programma di prevenzione dei linfedemi secondari, rivolto soprattutto a chirurghi e radioterapisti e volto a identificare, ancor prima di sottoporre i pazienti all’intervento terapeutico oncologico, quelli con rischio medio-alto di sviluppare linfedema post-oncologico, per evitare che si sviluppi l'edema".

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