Linfedema: il parere dell'esperto per saperne qualcosa di più

Franco Forestiere, ci ha fornito la relazione del Dottor Angelo Zilli, linfologo e esperto conoscitore del linfedema, che ci permette di approfondire e di comprendere meglio le problematiche di questa complessa patologia.

who.jpg"E’ molto difficile stabilire, oggi, quante persone nel mondo sono affette da linfedema . Questo non solo per la difficoltà di studiare statisticamente il problema in molti paesi, per ostacoli di natura economica o geopolitica, ma anche perché l'Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO), preferisce focalizzare la sua attenzione su patologie più conosciute e con più alta mortalità, quali il cancro o l’aids.

Tuttavia basta osservare la diffusione del linfedema nell’ambito della popolazione, sia nelle classi sociali più alte, che nei ceti più poveri, per capire quanto sia elevato il coinvolgimento sociale e il carico economico sulla salute mondiale.

corpo.jpgInfatti anche il linfedema, come le più conosciute patologie che causano invalidità, promuove la riduzione della capacità lavorativa del soggetto affetto, nonché implica una serie di cure costose da eseguirsi cronicamente per tutta la vita.

A ciò si aggiunga che nei casi più gravi la presenza di tali malattie può portare a gravi difficoltà nella vita di relazione, finanche a un vero e proprio isolamento sociale. Dati del 1994 della WHO indicano la presenza, nel mondo, di ben 65 milioni di pazienti affetti da primario. Per quanto concerne il linfedema secondario, ben 120 milioni di persone sono affette, tra India e Sud America da filariasi, che provoca gravi deformità agli arti colpiti e la totale incapacità lavorativa, nonché costi elevati per il suo trattamento.

Nel mondo occidentale, invece, oltre 25 milioni di persone sono affette da conseguenze a terapia chirurgica e/o radioterapia per motivi oncologici. Per di più, parallelamente alla diminuzione dell’aggressività chirurgica per il trattamento del cancro mammario, si assiste ad un incremento del ricorso a radioterapia post-operatoria (“QUART”), con aumento dell’incidenza di linfedema all’arto superiore (fino al 25% delle pazienti operate).

Si pensi al disagio psicologico di una donna che lavora come commessa in un negozio o come impiegata in un pubblico ufficio, che ogni giorno deve rapportarsi alla sua clientela mostrando il suo arto deforme. Infine, un gran numero di casi di sono classificati come “funzionali” o “da disuso” (in arti paretici), ovvero ancora conseguono a disordini di natura venosa (sindrome post-flebitica). Secondo la WHO sono circa 10 milioni ed il loro numero è in costante aumento".

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