La fusione di un buco nero con un oggetto misterioso

Cosa succede se un buco nero si fonde con un oggetto misterioso? Ecco cosa è stato scoperto.

buco nero

Un buco nero che incontra un oggetto misterioso. L'annuncio di Virgo e LIGO dell'osservazione di un fenomeno insolito sta facendo il giro del mondo. Virgo e LIGO hanno infatti parlato dell'incontro tra un "oggetto compatto di circa 2,6 masse solari, che si colloca in un intervallo di massa tra la stella di neutroni più pesante e il buco nero più leggero mai osservati". Il processo è stato rivelato il 14 agosto 2019 ed è stato chiamato GW190814. La scoperta è stata poi pubblicata su The Astrophysical Journal Letters.

Secondo quanto riportato in un comunicato stampa diramato il 23 giugno 2020, 800 milioni anni fa circa l'oggetto si è fuso con un buco nero di 23 massi solari, andando poi a emettere un'onda gravitazionale molto intensa. La natura dell'oggetto rimane ancora oggi un mistero. L'osservazione del segnale gravitazionale, arrivato sulla Terra ad agosto 2019, non ha consentito di capire di cosa si tratti, se di un buco nero o di una stella di neutroni.

Giovanni Losurdo, dell'INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e responsabile della Collaborazione Virgo, spiega:

Ancora una volta le osservazioni delle onde gravitazionali contribuiscono a far luce su aspetti ignoti del nostro universo: l’oggetto più leggero in questo sistema binario ha una massa mai osservata finora. Una nuova scoperta, che solleva nuove domande su quale sia la sua natura, e su come si sia formato questo sistema binario. Virgo, LIGO e presto KAGRA, l’interferometro in via di completamento in Giappone, continueranno a cercare le risposte a queste e a molte altre domande, e a spingere avanti la frontiera delle nostre conoscenze dell’universo in cui viviamo.

Mentre Viviana Fafone, responsabile nazionale per l’INFN di Virgo, aggiunge:

A breve, Virgo e i due LIGO avvieranno una nuova fase del loro programma di miglioramento, questo consentirà di osservare un numero sempre maggiore di sorgenti”. “Le future osservazioni con la rete di interferometri potenziata e possibilmente con altri telescopi potrebbero catturare eventi simili e aiutarci a rispondere alle numerose domande sollevate dalla rivelazione di GW190814.

Foto iStock

Via | Istituto Nazionale di Fisica Nucleare

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