Coronavirus in Cina, nuovi casi e la "bufala" del salmone importato dalla Norvegia

Il Coronavirus torna a far paura in Cina. Mentre ci sono molte persone che accusano il salmone norvegese importato.

Coronavirus in Cina

Il Coronavirus in Cina torna a far paura. Dal paese dove tutto è partito alla fine del 2019, per poi diffondersi in tutto il mondo con i risultati che sono ancora oggi sotto gli occhi di tutti, si teme per una seconda grande ondata. Il livello di allarme a Pechino è alto, perché giorno dopo giorno aumentano i casi di tamponi risultati positivi: il totale supera i 150 nuovi casi e si teme così una seconda ondata, anche se i numeri sono ancora molto bassi. Diverse aree della capitale cinese hanno già provveduto a chiudere le scuole, mentre si prendono provvedimenti per limitare gli spostamenti, anche con la cancellazione di alcuni voli.

Tutti puntano il dito contro il salmone norvegese importato dal paese europeo. Nei supermercati non si vende più e i ristoranti hanno eliminato questo prodotto dai loro menu. Questo perché il nuovo focolaio di Coronavirus sarebbe esploso in un mercato pechinese di Xinfadi, dove tracce di Sars-CoV-2 sono state rilevate su un banco dove veniva tagliato il salmone. Anche se in realtà tracce del patogeno sono state trovate un po' dappertutto. Ma i media cinesi parlano solo del salmone importato.

Adesso c'è perfino chi nel paese orientale pensa che anche nel mercato di Wuhan sia accaduta una cosa analoga e non sia colpa di pangolini, pipistrelli e furetti. Ma quell'ipotesi che ha tenuto banco per giorni ed è stata data per accreditata e certa, quando di accreditato e certo non c'era nulla, è stata smentita. Norvegia e ambasciata cinese si sono parlate ed è arrivata una smentita ufficiale dalle autorità cinesi. Il salmone è stato scagionato.

Shi Guoqing, vicedirettore del Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie, spiega:

Nessuna prova è stata trovata che il salmone sia l'origine o il corriere.

Mentre il ministro della Pesca norvegese, Odd Emil Ingebrigtsen aggiunge:

Il caso è in fase di risoluzione: oggi stiamo lavorando ai dettagli e posso confermare che la questione sembra essere stata risolta.

Foto di mohamed Hassan da Pixabay

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