I grassi Omega-3 non riducono il rischio di cancro

I grassi Omega-3 non proteggono dal rischio di cancro o da quello di malattie cardiovascolari: la conferma arriva da questo nuovo studio.

Omega-3

Un nuovo studio condotto dai membri della University of East Anglia rivela che l'assunzione di acidi grassi omega 3, promossa come alleato in grado di proteggere dal rischio di malattie come cancro, infarto e ictus, non offre in realtà i benefici sperati.

Per giungere a questa conclusione sono stati condotti due studi, pubblicati sul British Journal of Cancer e su Cochrane Database of Systematic Reviews, secondo cui gli integratori di omega 3 possono ridurre leggermente la mortalità e il rischio di malattia coronarica, ma possono al tempo stesso aumentare leggermente il rischio di cancro alla prostata. In entrambi i casi, si tratta comunque di effetti molto piccoli.

Se ad esempio 1.000 persone assumessero degli integratori di omega 3 per un periodo di 4 anni, tre di queste eviterebbero di morire a causa di malattie cardiache, sei persone eviterebbero un infarto, e tre persone in più rispetto alla media svilupperebbero invece il cancro alla prostata.

Per il loro studio, gli autori hanno analizzato un campione di 47 ricerche sull’argomento, con un totale di più di 100.000 partecipanti, ai quali è stato chiesto di consumare più grassi omega-3 (olio di pesce) o di mantenerne la normale assunzione. Quindi, gli esperti hanno analizzato le condizioni di salute dei partecipanti, ed hanno scoperto che assumere tali integratori non ha comportato particolari miglioramenti per la salute per quanto riguarda il rischio di malattie cardiovascolari e ictus:

Le nostre ricerche precedenti hanno dimostrato che gli integratori di omega 3 a catena lunga, inclusi gli oli di pesce, non proteggono da condizioni come ansia, depressione, ictus, diabete o morte. Questa grande quantità di informazioni ha chiarito che se assumiamo integratori di omega 3 per diversi anni potremmo ridurre leggermente il nostro rischio di malattie cardiache, ma potremmo bilanciare questo effetto aumentando il rischio di alcuni tumori.

Gli effetti generali sulla nostra salute – sottolineano ancora una volta gli autori - sono comunque minimi.

via | Eurekalert
Foto di Steve Buissinne da Pixabay

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