Coronavirus e tumore: le precauzioni da seguire

Coronavirus e tumore: ecco cosa spiega l’esperto.

Coronavirus e tumore

I pazienti che hanno un tumore dovrebbero prestare particolare attenzione al pericolo di contagio da coronavirus.

A sottolinearlo è stato Saverio Cinieri, presidente eletto dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), secondo cui, anche in questo caso, è fondamentale non farsi prendere dal panico, ma prestare comunque attenzione alle norme igieniche e alle regole fornite dall’Oms per ridurre il rischio di contagio da Coronavirus.

L’esperto spiega infatti che i malati di tumore sono più fragili perché hanno delle difese immunitarie ridotte a causa della malattia e a causa degli effetti collaterali delle terapie.

Per questa ragione normalmente ai pazienti e alle persone a loro vicine si consiglia di sottoporsi al vaccino antinfluenzale. I pazienti oncologici dovrebbero dunque prestare particolare attenzione in questo periodo, poiché il Covid-19 è un nuovo agente patogeno per il quale non abbiamo ancora gli anticorpi né una cura.

Coronavirus: cosa devono fare i pazienti oncologici?


Ma cosa bisogna fare esattamente? Secondo l’esperto, non è ancora troppo tardi per vaccinarsi contro la classica influenza stagionale (sarà però opportuno parlarne con il medico e con il proprio oncologo).

Le norme di buona igiene personale, compreso il lavaggio frequente delle mani, valgono tutto l'anno e non solo in questo particolare periodo. E per sfuggire nei limiti del possibile al contagio o alle sue complicanze basta prestare un po’ di attenzione, specie per chi risiede nelle città al momento più interessate: coprire il naso e la bocca, soprattutto quando c’è tosse o si frequentano ambienti “affollati” (quali gli ospedali). Se non è indispensabile, meglio evitare luoghi al chiuso con tante persone e cercare di non avere contatti ravvicinati con chi ha sintomi da raffreddamento o simil influenzali, per esempio tosse e febbre

spiega l’esperto, aggiungendo dei consigli anche per quanto riguarda coloro che hanno in programma delle visite in ospedali del Nord Italia, o che hanno dei parenti che vivono nelle zone settentrionali e che non sanno se sia il caso o meno di tornare a casa, dove vive una persona ammalata. In linea generale è chiaro che non si può generalizzare, anche in questo caso sarà opportuno parlarne con il medico di famiglia o con l’oncologo. Se siete di ritorno dal Nord, la vostra priorità dovrà essere quella di proteggere chi vi circonda:

Studenti, medici, familiari di malati, persone comuni: tutti dobbiamo porci la questione se, con il nostro comportamento, potremmo contagiare chi è più fragile e rischia seriamente la vita se contrae l’infezione.

via | Corriere
Foto di Juraj Varga da Pixabay

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