Cos'è la Malattia di Kawasaki

Ecco quali sono i sintomi della malattia di Kawasaki e i possibili trattamenti.

Malattia di Kawasaki

La malattia di Kawasaki è una forma di vasculite che interessa le arterie coronariche, e che si manifesta generalmente nei bambini di età compresa 1 e 8 anni. Tale condizione interessa spesso i bambini d'origine giapponese (per i quali si è registrata un'incidenza molto alta), ma può colpire persone in tutto il mondo. Adulti, adolescenti e bambini al di sotto dei quattro mesi di età ne vengono però colpiti molto raramente.

La malattia di Kawasaki è considerata la prima causa di patologia cardiaca acquisita che interessa i bambini. Ecco quali sono i sintomi, i possibili trattamenti e la prognosi.


Malattia di Kawasaki: sintomi


Questa malattia tende a manifestarsi in maniera graduale. Il paziente presenterà innanzitutto sintomi come febbre prolungata, irritabilità, letargia o dolore addominale. Tali sintomi saranno accompagnati da altri come comparsa di esantema, congiuntivite, infiammazione delle mucose e linfoadenopatie. Il paziente potrebbe presentare anche aneurismi delle arterie coronariche, o potrebbe essere colpito da un infarto del miocardio.

I sintomi possono coinvolgere inoltre le alte vie respiratorie, il pancreas, i reni, le mucose e i linfonodi, e la malattia può avere una durata che va dalle due alle dodici settimane e oltre.

La diagnosi della Malattia di Kawasaki verrà eseguita esaminando alcuni criteri clinici. Dopo aver identificato l’effettiva presenza della patologia, gli specialisti dovranno intraprendere in maniera tempestiva il trattamento, somministrando al paziente aspirina e immunoglobuline EV.

Malattia di Kawasaki: eziologia e prognosi


L’eziologia di questa malattia è fino ad ora sconosciuta, ma secondo gli esperti alla base della malattia potrebbe esservi una anormale risposta immunologica a un'infezione nei bambini geneticamente predisposti. Per quanto concerne la prognosi, senza terapia si registra una mortalità vicina all'1%. Con i dovuti trattamenti, il rischio di mortalità scende notevolmente. Nei casi in cui non vi sia malattia coronarica, la prognosi è particolarmente positiva.

Casi di decessi possono verificarsi in conseguenza a delle complicanze cardiache provocate dalla malattia. Durante il periodo di trattamento, il paziente dovrà essere seguito anche da un cardiologo pediatra, uno specialista in malattie infettive pediatriche o da un reumatologo.

via | Orpha.net
Foto da Pixabay

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