Donazione del proprio corpo alla scienza, cosa dice la legge

Andiamo a scoprire cosa dice la normativa in merito alla donazione del corpo per la scienza.

Donare corpo

Donare il proprio corpo per la scienza? Si può fare in quanto è cambiata la legge. Da adesso sarà possibile donare il corpo, ovviamente dopo la morte, per la ricerca scientifica e a scopo di studio. A dare l'ok alla nuova legge in materia di disposizione del proprio corpo e dei tessuti post mortem ci ha pensato la commissione Affari sociali della Camera. La proposta, arrivata in Senato grazie a Pierpaoli Sileri, sottosegretario alla Salute, è stata approvata all'unanimità a Montecitorio.

Come donare il proprio corpo alla scienza?

Questa nuova legge si è resa necessaria perché la normativa presente non era chiara: non regolamentava il percorso della donazione e non spiegava come attuare il tutto al momento della morte. In mancanza di una legge precisa, finora quello che si faceva era usare, ovviamente previo consenso del donatore mentre era in vita, singoli organi per ricerca, ma solo se venivano espiantati subito dopo la morte.

Per donare il cadavere, invece, bastava che tale volontà fosse espressa nel testamento, a patto che non ci fossero di mezzo autopsie o altri ricorsi giudiziari. E' dal 2014 che si cerca di normare meglio il tutto, anche perché nel 2015 la Società italiana di neurochirurgia (Sinch) si era lamentata della mancanza di cadaveri su cui i neurochirurghi potessero fare esercitazioni. Per ovviare a ciò si era costretti ad importare dall'estero i preparati anatomici (parti di cadavere), solo che il tutto costava parecchio: si parla di 10mila euro per una testa con colonna vertebrale.

Ma come fare? La nuova legge è composta da 10 articoli. In pratica chi decide di donare il proprio corpo alla scienza post mortem (sia corpo intero che parti di esso) deve redarre una dichiarazione anticipata di trattamento (DAT) tramite:

  • atto pubblico
  • scrittura privata autenticata
  • scrittura privata consegnata di persona all'Ufficio dello stato civile del comune di residenza

Tale dichiarazione deve poi essere consegnata anche all'ASL che la trasmetterà telematicamente alla Banca dati DAT. Sarà data la possibilità di revocare il consenso in qualsiasi momento. Tuttavia, a differenza di quanto accade con la legge sulle DAT, in tale dichiarazione di consenso alla donazione post mortem deve essere indicato un fiduciario (o u sostituto del fiduciario): starà a questi comunicare al medico che accerta il decesso la presenza di un atto di consenso.

Nel caso dei minorenni, il consenso all'utilizzo deve essere dato da entrambi i genitori (o tutori o soggetti affidatari), ma la revoca può spettare anche a uno solo di essi.

Via | Il Messaggero

Foto | Pixabay

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