Oggi è la Giornata Mondiale del malato

L'11 febbraio si celebra la Giornata Mondiale del malato. Ma da dove origina questa ricorrenza?

Malato

L'11 febbraio si celebra la Giornata mondiale del malato. Si tratta di una ricorrenza che fa parte della Chiesa cattolica romana. Le sue origini sono abbastanza recenti: venne istituita il 13 maggio 1992 da papa Giovanni Paolo II. La data non venne scelta a caso: l'11 si festeggia anche la Vergine di Lourdes, motivo per cui la memoria liturgica della Madonna di Lourdes divenne anche un momento speciale di preghiera e condivisione, di offerta della sofferenza.

Giornata mondiale del malato: origini

Come dicevamo, fu papa Giovanni Paolo II a voler istituire la Giornata mondiale del malato nel 1992. Al pontefice, già nel corso del 1991, era stato diagnosticato il morbo di Parkinson, solo che il fatto che fosse malato venne reso noto solo parecchio tempo dopo (anche se i fedeli più attenti si erano resi conto che quei tremori non erano dovuti solo all'età). A un solo anno di distanza dalla diagnosi, il papa volle creare una Giornata mondiale dedicata alla sofferenza dei malati.

In realtà già in precedenza il papa aveva scritto parecchio sul tema della sofferenza ed era fermamente convinto che fosse molto di più di un sistema salvifico e redentore tramite Cristo (lo si può leggere nella sua lettera apostolica Salvifici Doloris). Devoto al santuario di Harissa in Libano, papa Giovanni Paolo II scelse come data quella della festa della Vergine di Lourdes anche perché molti pellegrini, dopo essere stati a Lourdes, avevano annunciato di essere stati guariti grazie alla Beata Vergine.

Ma papa Giovanni Paolo II non fu l'unico pontefice che ebbe a che fare con questa Giornata. Di recente, più precisamente nel 2013, papa Benedetto XVI, annunciò la sua decisione di dimettersi dal suo incarico papale spiegando che il motivo della sua scelta era stato dettato dalla sua salute sempre più precaria.

In occasione della Giornata mondiale del malato non solo, poi, vengono organizzati eventi e convegni riguardanti proprio questa tematica, ma anche i sacerdoti sono invitati ad inserire nelle loro liturgie riflessioni su questo argomento.

Foto | Pixabay

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