Davide Vannoni, morto il padre del contestato Metodo Stamina

È morto Davide Vannoni, il padre del contestato Metodo Stamina. Era malato da tempo.

È morto Davide Vannoni, l'ideatore del contestato Metodo Stamina. Aveva solo 53 anni ed era malato da qualche tempo. Era stato ricoverato a ottobre scorso a causa di una malattia incurabile. Ma alla fine del mese aveva firmato le dimissioni per fare ritorno a casa.

Nel 2017 Vannoni era stato arrestato dai Nas di Torino per aver continuato a praticare il metodo all'estero, in Georgia. Un anno e mezzo fa era uscito dal carcere proprio per problemi di salute.

Davide Vannoni e il Metodo Stamina

Il Metodo Stamina era un presunto trattamento senza alcuna validità scientifica ideato da Davide Vannoni, a capo della Stamina Foundation. Il padre della terapia non era un medico e non aveva alcun titolo per esercitare la professione medica. Ma aveva ideato una "cura" dedicata prevalentemente alle malattie neurodegenerative, utilizzando cellule staminali mesenchimali.

L'uomo, laureato in Scienze della Comunicazione, nel 2007 aveva sperimento una terapia in Ucraina sostenendo di aver ottenuto grandi benefici. Così da voler importare la cura alternativa in Italia.

Del metodo si è parlato molto sui media italiani, tanto da spingere anche il Ministero della Salute a condurre delle ricerche per rispondere alle domande di chi si chiedeva se ci fosse qualche fondamento scientifico. Il Metodo Stamina si rivolgeva a quei pazienti malati di patologie per le quali la scienza medica non aveva ancora trovato risposta.

Gli esperti del Ministero e anche i magistrati con le loro inchieste hanno determinato che la terapia non aveva applicabilità medica. E la vicenda si è conclusa con una condanna per truffa. Nel 2013 il Parlamento italiano, spinto dalle pressioni mediatiche, avviò una sperimentazione, con il parere fortemente contrario di Umberto Veronesi, che chiedeva di attenersi agli inesistenti risultati scientifici già ttenuti. A Ottobre 2014 il metodo è stato definitivamente bocciato.

Via | Ansa

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