Italiani sempre più attenti alla salute?

Noi italiani siamo sempre più attenti alla salute: ecco cosa emerge da una nuova indagine.

salute italiani

Noi italiani siamo sempre più attenti alla nostra salute. A renderlo noto è un’indagine condotta da Iqvia Italia, leader globale dell'analisi dei dati medici, secondo cui l'80% degli italiani cerca informazioni in merito alla propria salute, e due italiani su tre consultano il Dottor Google.

Secondo quanto emerso dall’indagine però, dal momento che le informazioni reperibili sul web non sono sempre chiare e coerenti, il medico di famiglia rimane comunque il vero e solo punto di riferimento.

Per il nuovo studio, gli esperti hanno intervistato mille adulti, ed hanno scoperto che le persone sono sempre più autonome nella ricerca delle informazioni che riguardano il benessere, e per questa ragione fanno ricorso a tutti i canali a disposizione, come internet, il medico di famiglia, il farmacista, lo specialista e le riviste di settore.

Isabella Cecchini, Principal del Dipartimento Ricerche di Mercato di Iqvia Italia, spiega che questi risultati dovrebbero far riflettere anche in merito al rapporto medico-paziente.

Quest'ultimo infatti vuole essere protagonista nelle scelte, ma al tempo stesso chiede al medico di essere guida e supporto nella comprensione della diagnosi e nella gestione attiva e consapevole della cura.

Salute on line: le ricerche degli italiani


Ma cosa cercano esattamente gli italiani sul web? Ecco una lista delle ricerche più comuni:


  • Sintomi e patologie: nel 64% dei casi

  • Stili di vita che riguardano, ad esempio, dieta e alimentazione: 55% dei casi

  • Posologia dei farmaci ed eventuali controindicazioni: nel 43% dei casi

  • Ricerche sugli integratori: 29% dei casi

  • Centri medici specialistici a cui rivolgersi: 28% delle ricerche.


Il cittadino utilizza tutti i canali di informazione indistintamente. Si informa sul web per capire meglio una diagnosi o una prescrizione, chiede poi spiegazioni e approfondimenti al medico o al farmacista, dobbiamo quindi abituarci a un sistema fluido e articolato, dove il medico rappresenta sempre il fulcro della gestione del proprio benessere, ma il cittadino-paziente sente sempre più l'esigenza di approfondire in autonomia i temi legati alla salute e di confrontarsi con chi ha avuto la sua stessa esperienza di malattia e di cura.

via | Ansa

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