Psicologia: l’Italia è il Paese dei figli unici, soli e iperprotetti

L’Italia è davvero un Paese di figli unici. Ecco cosa spiega l’esperto.

Figlia unica

In Italia i figli unici sono davvero moltissimi, e secondo gli esperti, questi bambini sono spesso soli e iperprotetti dalla famiglia. A parlarne nei giorni scorsi è stato il pediatra milanese Italo Farnetani, che ha commentato i recenti dati Istat sulla natalità, sottolineando che lo scorso anno si sono registrate più di 18 mila nascite in meno rispetto all'anno precedente.

La diminuzione della natalità riflette l'andamento dell'economia reale, pertanto non ci dobbiamo stupire di questo trend negativo. Ho sempre interpretato come segno di maturità da parte dei genitori quello di intraprendere una gravidanza in modo consapevole, cioè quando possono garantire ai figli un una crescita idonea e sicura

ha spiegato l’esperto in un’intervista rilasciata all'Adnkronos, dove aggiunge che proprio il calo della natalità registrato potrebbe far aumentare il numero dei figli unici in Italia.

I figli unici sono soli e iperprotetti?


Farnetani spiega che essere figli unici di genitori non esattamente giovani (sappiamo bene che le gravidanze sono sempre più posticipate per ragioni lavorative e di stabilità finanziaria) comporta alcuni rischi. In primo luogo, i figli unici tendono infatti ad essere oggetto di attenzioni talvolta eccessive da parte dei genitori, che tendono a diventare eccessivamente protettivi nei confronti dei loro bambini.

Nello stesso momento, soprattutto nei primi anni di vita, quando sarebbe maggiore la relazione con i familiari e in primo luogo con i fratelli, un figlio unico passa molte ore della giornata da solo, con una minor quantità di stimoli e interazioni con i coetanei.

Come se ciò non bastasse, il fatto che la società contemporanea appare maggiormente pericolosa rispetto a tanti anni fa, porta i bambini a non poter trascorrere molto tempo fuori casa, ad esempio al parco a giocare con i coetanei o a svolgere delle piccole commissioni, e ciò alimenta ulteriormente un profondo senso di solitudine nel bambino. Le nuove generazioni – spiega Farnetani – sembrano destinate a vivere una vita al chiuso e più solitaria, e questa possibilità dovrebbe davvero farci riflettere.

via | AdnKronos
Foto da Pixabay

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