Ossiuri, sintomi dell'infestazione

Quali sono i sintomi provocati da un’infezione di ossiuri, piccoli vermi bianchi che dall’ano possono risalire fino al colon.

Gli ossiuri sono dei parassiti, enterobius vermicularis, ovvero dei vermi di colore bianco che hanno come sedi abituali il tratto tra il colon e l’ano. Le femmine sono in grado di depositare fino a 10mila uova, nella zona dell’orifizio anale. Le larve nascono e poi possono risalire fino al colon, per effetto dello sfregamento scatenato dal prurito, possono passare alle mani e alla bocca. Ingerite raggiungono l’intestino alla cui parete.

Come avviene il contagio? La trasmissione oro-fecale è principalmente una questione igienica: condividere asciugamani, dormire in lenzuola contaminate o utilizzare sanitari “sporchi”. Le uova, tra l’altro, sono molto resistenti all’ambiente esterno e possono rimanere vitali per tre settimane, tollerando bene le alte ma anche le basse temperature.

Quali sono i sintomi?

Gli ossiuri provocano prima di tutto prurito nella zona perianale, fastidio diventa più intensa nella notte. Talvolta è così forte, che grattandosi con disperazione si possono creare delle lesioni, portatrici di infezioni batteriche. L’infestazione può inoltre provocare produzione di gas (meteorismo), feci poco formate o diarrea franca, enuresi, dolori addominali ricorrenti, tosse secca e stizzosa, agitazione che si può manifestare con il bruxismo notturno (digrignare i denti).

Nelle bambine, e in alcuni casi nelle donne, possono annidarsi anche in vagina causando prurito e leucorrea. Questi parassiti sono così infestanti, che in alcune forme di appendicite sono stati ritrovati ossiuri che ostruivano il lume appendicolare.

  • shares
  • Mail