Gli antibiotici possono interferire con l’efficacia del vaccino antinfluenzale

Attenzione all’assunzione di antibiotici durante le vaccinazioni, anche quella per l’influenza, perché potrebbe alterare la flora intestinale.

vaccino

Sono sempre più numerosi i dubbi sull’uso degli antibiotici. Sono farmaci utilissimi ma bisogna fare molta attenzione all’assunzione, che deve essere corretta e non si deve mai eccedere nella somministrazione. Gli antibiotici assunti per bocca possono uccidere i cosiddetti batteri 'buoni' che vivono nell'intestino e questo può alterare in qualche modo la risposta immunitaria alla vaccinazione antinfluenzale che di solito si fa prima dell'inverno.

È quanto sostiene una recente ricerca dell'Università di Stanford, pubblicata sulla rivista scientifica Cell. Alla base di questa teoria c’è una sperimentazione sui topi, che ha dimostrato come i topi allevati dalla nascita per avere tratti intestinali privi di germi non sono riusciti a creare una risposta immunitaria alla vaccinazione tanto importante quanto altri topi non allevati allo stesso modo. Lo studio apparso su Cell è stato, invece, il primo a dimostrare degli effetti degli antibiotici ad ampio spettro sulla risposta immunitaria nell'uomo, indotta direttamente attraverso la debilitazione dei nostri batteri intestinali.

Sono stati coinvolti, durante la stagione invernale 2014-2015, 22 adulti di età compresa tra 18 e 45 anni. La metà di loro ha preso antibiotici ad ampio spettro per cinque giorni e ha ricevuto un vaccino antinfluenzale il quarto giorno, mentre altri 11 non hanno preso antibiotici, ma è stato comunque somministrato loro il vaccino antinfluenzale il quarto giorno.

Gli esperti si sono accorti che gli antibiotici hanno abbassato la popolazione batterica intestinale di circa 10.000 volte, dato rilevabile fino a un anno dopo l'assunzione degli antibiotici. Tuttavia, 30 giorni dopo la vaccinazione, gli aumenti indotti dal vaccino di anticorpi in grado di prevenire l'infezione da influenza erano comparabili tra i due gruppi.

Hanno poi preso altri 11 partecipanti nella stagione 2015-2016, ma questa volta, i ricercatori hanno selezionato solo soggetti il cui basso livello di anticorpi influenzali indicava una bassa esposizione precedente al virus o al vaccino stesso. Nessuno dei nuovi partecipanti aveva ricevuto vaccinazioni antinfluenzali da almeno tre anni. Tra questi cinque invece hanno ricevuto antibiotici ad ampio spettro, come l'anno precedente.

Il risultato finale ha dimostrato che la maggior parte dei partecipanti che ha preso gli antibiotici aveva livelli ridotti di batteri intestinali. I ricercatori hanno inoltre scoperto che le persone che assumevano gli antibiotici maturavano cambiamenti all’interno del loro sistema immunitario che generava uno stato pro-infiammatorio.

Via | Ansa

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