Ebola in Congo, OMS dichiara emergenza internazionale di salute pubblica

L’epidemia di Ebola in Nord Kivu, in Congo, è stata dichiarata emergenza internazionale di salute pubblica.

emergenza internazionale di salute

Nelle scorse ore l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che l’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo rappresenta un’emergenza internazionale di salute pubblica.

L’allerta arriva il giorno dopo il primo caso di ebola accertato nella città congolese di Goma. Secondo il direttore generale dell'Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, è ora giunto il momento che il mondo si renda conto della situazione e che prenda atto dell'epidemia. Tuttavia, Ghebreyesus raccomanda anche di non chiudere le frontiere con i paesi vicini.

A parlare della situazione è stata anche la dottoressa Joanne Liu, presidente internazionale di MSF, che ha fatto sapere che a causa di questa malattia le persone continuano a morire e ad essere contagiate, e che pertanto la trasmissione del virus continua a mietere vittime.

L’epidemia non è sotto controllo e abbiamo bisogno di un cambio di marcia: ma questo non dovrebbe riguardare la restrizione agli spostamenti o l’uso della coercizione sulla popolazione colpita. Le comunità e i pazienti devono essere al centro della risposta, devono essere partecipanti attivi.

Gli esperti spiegano che, di fronte a una situazione del genere, è necessario un approccio su larga scala per la prevenzione della diffusione della malattia, e ciò implica una maggiore e più ampia vaccinazione per la popolazione.

Nonostante la sospensione dei Centri di trattamento a Butembo e Katwa, continuiamo a gestire attività legate all’epidemia a Kayna e Lubéru, in Nord Kivu. Gestiamo anche due Centri di isolamento per l’Ebola nelle città di Bwanasura e Bunia, nella provincia di Ituri. Da oltre 6 mesi supportiamo le attività di preparazione per un’emergenza Ebola a Goma, rafforzando il sistema di sorveglianza epidemiologica e garantendo un’adeguata capacità per gestire i casi sospetti.

via | Agi, Medicisenzafrontiere
Foto da Pixabay

  • shares
  • Mail