Maturità 2019 prima prova, testo argomentativo: L'illusione della conoscenza

Sempre esami di Maturità 2019, ecco la traccia B2 della prima prova: L'illusione della conoscenza di Steven Sloman e Philip Fernbach.

L'illusione della conoscenza

Continuano le tracce della prima prova degli esami di Maturità 2019. Sempre nella tipologia B (B2 per la precisione, ma considerate che quest'anno anche il tema di italiano è stato modificato notevolmente come impostazione), il tema è ispirato al libro L'illusione della conoscenza. Perché non pensiamo mai da soli di Steven Sloman e Philip Fernbach. Un libro recente, del 2018, pubblicato da Cortina Raffaello (lo trovate anche su Amazon) e che affronta un tema attualissimo: l'uomo ha ottenuto tecnologie incredibili, le usa tutti i giorni, ma come è possibile avere tutto ciò senza comprendere veramente come funzionano? Lo dice il titolo stesso del libro: ci illudiamo di conoscere, ma in realtà non pensiamo mai da soli.

Traccia Tipologia B - Analisi e produzione di un testo argomentativo

Proposta B2

Testo tratto da: Steven Sloman - Philip Fernbach, L'illusione della conoscenza, (edizione italiana a cura di Paolo Legrenzi) Raffaello Cortina Editore, Milano, 2018, pp. 9-11

Tre soldati sedevano in un bunker circondati da mura di cemento spesse un metro, chiacchierando di casa. La conversazione rallentò e poi si arrestò. Le mura oscillarono e il pavimento tremò come una gelatina. 9000 metri sopra di loro, all'interno di un B-36, i membri dell'equipaggio tossivano e sputavano mentre il calore e il fumo riempivano la cabina e si scatenavano miriadi di luci e allarmi. Nel frattempo, 130 chilometri a est, l'equipaggio di uno peschereccio giapponese, lo sfortunato (a dispetto del nome) Lucky Dragon Number Five (Daigo Fukuryu Maru) se ne stava immobile sul ponte, fissando con terrore e meraviglia l'orizzonte.
Era il 1 marzo del 1954 e si trovavano tutti in una parte remota dell'Oceano Pacifico quando assistettero alla più grande esplosione della storia dell'umanità: la conflagrazione di una bomba a fusione termonucleare soprannominata "Shrimp", nome in codice Castle bravo. Tuttavia, qualcosa andò terribilmente storto I militari in un bunker nell'atollo di Bikini, vicino all'epicentro della conflagrazione, avevano assistito ad altre esplosioni nucleari in precedenza e si aspettavano che l'onda d'urto li investisse 45 secondi dopo l'esplosione di luce, la terra tremò e questo non era stato previsto. L'equipaggio del B-36, in volo per una missione scientifica finalizzat aa raccogliere campioni dalla nube radioattiva ed effettuare misure radiologiche, si sarebbe dovuto trovare ad un'altitudine di sicurezza, ciononostante l'aereo fu investito da un'ondata di calore.
Ma questi militari furono fortunati in confronto all'equipaggio del Daigo Fukuryu Maru: due ore dopo l'esplosione la nube radioattiva si spostò sopra la barca e le scorie piovvero sopra i pescatore per alcune ore. [...]. La cosa più angosciante di tutte fu che, nel giro di qualche ora, la nube radioattiva passò sopra gli atolli abitati Rongelap e Utirik, colpendo le popolazioni locali. Le persone non furono più le stesse. Vennero evacuate tre giorni dopo in seguito a un avvelenamento acuto da radiazioni e temporaneamente trasferite in un'altra isola. Ritornarono sull'atollo tre anni dopo, ma furono evacuate di nuovo in seguito a un'impennata dei casi di tumore. I bambini ebbero la sorte peggiore: stanno ancora aspettando di tornare a casa.
La spiegazione di tutti questi orrori è che la forza dell'esplosione fu decisamente maggiore del previsto. [...]
L'errore fu dovuto alla mancata comprensione delle proprietà di uno dei principali componenti della bomba, un elemento chiamato litio-7. [...]

Questa storia illustra un paradosso fondamentale del genere umano: la mente umana è, allo stesso tempo, geniale e patetica, brillante e stolta. Le persone sono capaci delle imprese più noteoli, di conquiste che sfidano gli dei. Siamo passati dalla scoperta del nuecleo atomico nel 1911 ad armi nucleari di megatoni in poco più di quarant'anni. Abbiamo imparato a dominare il fuoco, creato istituzioni democratiche, camminato sulla luna [...]. E tuttavia siamo capaci altresì delle più impressionanti dimostrazioni di arroganza e dissennatezza. Ognuno di noi va soggetto a errori, qualche volta a causa dell'irrazionalità, spesso per ignoranza. E' incredibile che gli esseri umani siano in grado di costruire bombe termonucleari; altrettanto incredibile è che gli esseri umani costruiscano effettivamente bombe termonucleari (e le facciano poi esplodere anche se non sono del tutto consapevoli del loro funzionamento). E' incredibile che abbiamo sviluppato sistemi di governi ed economie che garantiscono i comfort della vita moderna, benché la maggior parte di noi abbia solo una vaga idea di come questi funzionino. E malgrado ciò la società umana funziona incredibilmente bene, almeno quando non colpiamo con radiazioni le popolazioni indigene.
Com'è possibile che le persone riescano a impressionarci per la loro ingegnosità e contemporaneamente a deluderci per la loro ignoranza? Come siamo riusciti a padroneggiare così tante cose nonostante la nostra comprensione sia spesso limitata?

Comprensione e analisi

  1. Partendo dalla narrazione di un tragico episodio accaduto nel 1954, nel corso di esperimenti sugli effetti di esplosioni termonucleari svolti in un atollo dell'Oceano Pacifico, gli autori sviluppanouna riflessione su quella che il titolo del libro definisce "l'illusione della conoscenza". Riassumi il contenuto della seconda parte del testo (righe 25-38), evidenziandone tesi e snodi argomentativi.
  2. Per quale motivo, la mente umana è definita: "allo stesso tempo, geniale e patetica, brillante e stolta"? (righe 25-26)
  3. Spiega il significato di questa affermazione contenuta nel testo: "E' incredibile che gli esseri umani siano in grado di costruire bombe termonucleari; altrettanto incredibile è che gli esseri umani costruiscano effettivamente bombe termonucleari". (righe 30-32)

Produzione

Gli autori illustrano un paradosso dell'età contemporanea, che riguarda il rapporto tra la ricerca scientifica, le innovazioni tecnologiche e le concrete applicazioni di tali innovazioni.
Elabora le tue opinioni al riguardo sviluppandole in un testo argomentativo in cui tesi ed argomenti siano organizzati in un discorso coerente e coeso. Puoi confrontarti con le tesi espresse nel testo sulla base delle tue conoscenze, delle tue letture e delle tue esperienze personali.

L'illusione della conoscenza: la traccia svolta

Un tema attualissimo quello affrontato nella traccia B2 di questi esami di Maturità 2019, ben sintetizzato dal titolo dell'opera: L'illusione della conoscenza. Il punto cruciale è che gli esseri umani hanno sviluppato tecnologie e società incredibili, assai complesse. Tuttavia il problema è che la maggior parte di noi non ha idea di come funzioni una penna o una bicicletta, figuriamoci uno smartphone o un aereo. Sappiamo che funzionano, sappiamo come farli funzionare, ma non sappiamo come e perché lo facciano. L'umanità è riuscita a ottenere tantissimo e in tempi relativamente ristretti, solo che la comprensione è assai scarsa.

Secondo Steven Sloman e Philip Fernbach, l'umanità riesce a sopravvivere nonostante questa ignoranza di base e nonostante le carenze della nostra mente solo perché viviamo in una ricca comunità della conoscenza. Che tradotto vuol dire che riusciamo a prosperare grazie alle conoscenze e all'intelligenza delle persone che ci circondano. La conoscenza ha una natura intrinsecamente collettiva, ma questi si riflette negativamente in un fatto incontrovertibile: spesso supponiamo di sapere più di quanto effettivamente sappiamo. E questo può portare a volte a gravi e fatali conseguenze, come dimostra quanto raccontato nel testo dai due autori. Le menti collaborative ci consentono di fare cose incredibili, ma dovremmo mettere da parte l'arroganza e la supponenza e renderci conto che, da soli, non siamo in grado di comprendere tutto ciò che ci circonda. Non tutti abbiamo gli strumenti di base adatti per comprendere ogni cosa: dovremmo avere l'umiltà di capire quando qualcosa non è alla nostra portata e farci aiutare da chi, invece, ha gli strumenti adatti.

Esempi del genere ne troviamo ovunque, basti anche solo pensare alla scarsa conoscenza del tema dei vaccini che ha inevitabilmente portato a movimenti come l'antivaccinismo. Il non comprendere a fondo questi meccanismi, fa sì che ci possano essere conseguenze fatali, basta pensare ai bambini e alle persone morti a causa delle conseguenze del morbillo o di meningiti. Il non riuscire a comprendere i dati scientifici alla base, il farsi abbindolare da falsi santoni e credenza più facili da capire perché basati non su dati scientifici, bensì su miti e fantasticherie popolari alla portata di tutti, comporta gravi conseguenze per tutti. Il che genera un paradosso: molte persone sono scettiche nei confronti della scienza perché non riescono a capirne i meccanismi, ma si affidano comunque ai progressi da essa ottenuti pur non capendola e continuando a demonizzarla.

La storia dell'esperimento nucleare del 1954 dovrebbe insegnarci ad ammettere la nostra ignoranza. Il che non è una cosa negativa: ammettere di non sapere non è sinonimo di debolezza, ma è la strada per apprendere di più. Lo stesso Platone ci fa sapere che Socrate ammetteva che "So di non sapere": so di non sapere, ammetto questa verità, capisco che non è una vergogna e che non è logico sopperire a tale mancanza credendo a favole e fake news e mi impegno a studiare per capire di più il mondo che mi circonda, in modo da cercare di non commettere altri tragici errori.

Foto | Screenshot da Amazon

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