Gravidanza dopo un tumore al seno, nessun aumento di rischio

Le donne che hanno combattuto un tumore al seno e vogliono affrontare una gravidanza devono stare tranquille: non c’è un aumento dei rischi.

Uno ampio studio, firmato da un team italiano, ha dimostrato che non c’è un aumento di rischio per le donne che hanno avuto un tumore al seno e che vogliono affrontare la gravidanza. Neanche per quelle che sono portatrici della famigerata “mutazione Jolie”, quella nei geni BRCA 1 e 2, che aumenta significativamente la probabilità di ammalarsi.

“Fino a non molto tempo fa i medici sconsigliavano di avere una gravidanza dopo il tumore al seno. C'erano – e ci sono tutt'ora – molte preoccupazioni che possa peggiorare la prognosi, un evento ritenuto possibile da circa il 30% degli oncologi. Poche settimane fa, in un altro studio abbiamo rivelato che la percentuale sale al 45% se si parla di donne BRCA-mutate. Quasi la metà degli oncologi, quindi, sconsiglierebbe a queste pazienti di avere dei figli. In realtà non c'è un razionale per cui in questa popolazione di donne le cose debbano essere diverse, ma non avevamo dati per affermare che la gravidanza fosse ugualmente sicura”.

Ha raccontato l’oncologo Matteo Lambertini dell'Irccs Policlinico San Martino di Genova, che ha collaborato a questo studio, tra gli altri, Lucia Del Mastro dello stesso Policlinico San Martino e a Fedro Peccatori dell'Istituto europeo di oncologia di Milano.

Buone notizie dunque per le donne che decidono di avere un bambino dopo le terapie. La gravidanza non incide sulla prognosi e sul rischio di recidive

“Il primo messaggio è che il 16% è una percentuale più alta di quella che ci attendevamo, visto che negli altri studi era stata del 5-10%. Soprattutto, dopo un follow up mediano di oltre 8 anni, non abbiamo osservato differenze nella prognosi tra le donne che avevano avuto un figlio e le altre. Inoltre, altrettanto importante, non vi è stato alcun effetto negativo sui bambini ascrivibile alle cure. L'incidenza degli aborti, delle complicanze e dei problemi, infatti, è stata inferiore a quella della popolazione generale”.

Via | Repubblica

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