Il Manifesto della comunicazione non ostile per la scienza

Luca Mercalli, Mario Tozzi, Roberto Burioni, Luca Perri, Umberto Guidoni e Iain Mattaj hanno firmato il Manifesto della comunicazione non ostile per la scienza.

Scienza

Durante la terza edizione di ParoleO_stili (progetto di sensibilizzazione contro la violenza delle parole) è stato creato il Manifesto della comunicazinoe non ostile per la scienza. Si tratta di dieci principi di stile a cui fare riferimento per riuscire a creare una narrazione semplice, corretta e non ostile alla scienza. Fra i firmatari abbiamo nomi del calibro di Umberto Guidoni (astronauta), Luca Mercalli (Responsabile dell’Osservatorio Metereologico del Real Collegio Carlo Alberto di Moncalieri), Mario Tozzi (geologo, divulgatore scientifico e saggista), Paolo Giordano (scrittore e fisico italiano), Mauro Giacca del King's College di Londra, Giorgio Ventre (direttore della Developer Academy Apple di Napoli), Andrea Bandelli (Executive Director di Science Gallery), Luigi Amodio (Direttore della Fondazione IDIS-Città della Scienza di Napoli), Barbara Gallavotti (autrice di Superquark), Luca Perri (vincitore nazionale del talent scientifico Famelab 2015 e appassionato divulgatore scientifico), Roberto Burioni (medico, accademico e divulgatore scientifico italiano, attivo soprattutto come ricercatore nel campo dello sviluppo di anticorpi monoclonali umani contro agenti infettivi), Iain Mattaj (direttore Human Technopole e esperto di biologia molecolare) e molti altri ancora.

Il Manifesto è stato creato all'interno del progetto SHARPER - Notte Europea dei Ricercatori e sarà il documento ufficiale di Trieste Città europea della scienza 2020.

Il Manifesto della comunicazione non ostile per la scienza: punti chiave

Ecco i punti chiave del Manifesto della comunicazione non ostile per la scienza:

  1. Virtuale è reale: bisogna motivare le affermazioni in rete così come si farebbe di persona, diffondendo solamente risultati certi e verificati. Inoltre vuol anche dire rispettare il pubblico e calibrare le spiegazioni in modo da farsi capire
  2. Si è ciò che si comunica: la comunicazione deve essere guidata da etica e metodo scientifico. Ciò vuol dire parlare solo di quello che si è studiato o meditato. Divulgando non si mette in mostra se stessi, bensì la bellezza della scienza
  3. Le parole danno forma al pensiero: bisogna scegliere parole ed esempi che riescano a trasmettere concetti complicati in modo semplice, valorizzando razionalità e pensiero critico, ma senza dimenticare il lato umano
  4. Prima di parlare bisogna ascoltare: la scienza può progredire solamente grazie a un confronto improntato al rispetto, aperto a critiche, ma purché siano oneste e costruttive. Bisogna dire di sì all'argomentare autorevole, no a quello dogmatico o autoritario
  5. Le parole sono un ponte: bisogna comunicare in modo amichevole, ma senza banalizzare o usare tecnicismi inutili. La scienza deve parlare un linguaggio di pace che accolga, avvicini e faccia crescere
  6. Le parole hanno conseguenze: visto che i nostri pareri influenzano chi ascolta, bisogna parlare in modo chiaro, responsabile e veritiero, evitando di creare illusioni e dando speranza a empatia e speranza, là dove possibile
  7. Condividere è una responsabilità: basilare la verifica dei fatti, esaminando fonti, teorie e dati prima di diffonderli. Condividere i metodi e i risultati è un diritto e un dovere verso la comunità
  8. Le idee si possono discutere, le persone si devono rispettare: la scienza va avanti anche riconoscendo e correggendo i propri errori. Questo vuol dire che il cuore della scienza è il dibattito fatto di rispetto, apertura mentale e interidisciplinarità
  9. Gli insulti non sono argomenti: mai ricorrere a insulti o aggressività in quanto blocca il produttivo confronto fra idee, mortifica la scienza e può anche potenzialmente screditare una tesi di per sé giusta
  10. Anche il silenzio comunica: se non sono competente di un tema, semplicemente non e parlo. In caso di incertezza o discordanza, dico "Non so". Meglio tacere piuttosto che ingigantire inutilmente polemiche sterili

Foto | iStock

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