Rabbia in Italia e vaccino: cose da sapere

Rabbia in Italia e vaccino: quali sono le cose che dobbiamo sapere sulla malattia e sulla sua prevenzione?

rabbia

Rabbia in Italia, quali sono i dati dell'incidenza della malattia e cosa dobbiamo sapere per quello che riguarda il vaccino? Secondo quanto riportato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità la rabbia è diffusa in tutto il mondo. Ogni anno muoiono più di 55mila persone colpite dalla patologia. Il 85% dei decessi è in Asia e Africa.

L'Oms ci informa che il 99% dei casi di rabbia nell'uomo sono provocati dalla rabbia canina. Il 30-60% delle vittime dei morsi sono bambini con meno di 15 anni. E in Italia? Dal 1997 all'ottobre del 2008 l'Italia è stata considerata rabies free, libera dalla rabbia. Ma dal 2008 a febbraio 2010 i dati dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie (IZSVe) ci indicano centinaia di casi in Friuli, Veneto e nella Provincia Autonoma di Trento. Sono probabilmente collegati alla rabbia silvestre della Slovenia.

Nei comuni dove si sono verificati i casi di rabbia è stata resa obbligatoria la vaccinazione dei cani e degli erbivori domestici che potevano rischiare di contrarre la rabbia. Sono state prese anche altre misure precauzionali per evitare i morsi, come l'obbligo di portare i cani al guinzaglio, segnalare i casi di animali morti o affetti da rabbia.

Vaccino per la rabbia

La rabbia si trasmette tra mammiferi attraverso morsi, graffi o con il contatto della saliva con mucose o cute ferite. Non esiste una cura per la rabbia. Quindi bisogna evitare il contagio. E la prevenzione è fondamentale. Per l'uomo, grazie a una vaccinazione pre esposizione e a un trattamento antirabbico post esposizione, da iniziare il prima possibile. Così come per gli animali domestici, con una prevenzione preventiva per la rabbia obbligatoria nei comuni a rischio.

Foto Pixabay

Via | Epicentro

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