Oggi è la Giornata Mondiale dell'Asma 2019

Il 7 maggio ricorre la Giornata Mondiale dell'Asma 2019. Ecco da dove origina questa celebrazione.

Asma

Lo sapevate che il 7 maggio è la Giornata Mondiale dell'Asma 2019? L'asma è una malattia più diffusa di quanto non si pensi: colpisce circa 300 milioni di persone in tutto il mondo ed è la patologia respiratoria più frequente. Nella sola Europa, sono quasi 30 milioni i bambini e gli adulti di età inferiore ai 45 anni che soffrono di asma. Passando più nello specifico, in Italia la percentuale di prevalenza dell'asma nella popolazione di età superiore ai 15 anni è del 6,1%. Nonostante la sua diffusione, però, sono pochi i pazienti asmatici che vanno dal medico o dallo specialista per questo problema.

Asma: sintomi e cosa fare

I principali sintomi dell'asma a cui fare attenzione sono:

  • difficoltà a respirare
  • dispnea
  • polipnea
  • respiro superficiale
  • tosse
  • respiro sibilante
  • senso di oppressione al torace
  • sensazione di non riuscire ad espandere il torace
  • sensazione di non riuscire a ossigenare correttamente

La gravità dei sintomi varia a seconda del livello di ostruzione bronchiale e della sua percezione da parte del paziente. Paura, ansia e stress possono accentuare i sintomi. Carlo Filippo Tesi, Presidente FederASMAeALLERGIE Onlus – Federazione Italiana Pazienti, ha così spiegato: "Siamo ancora lontani da una cultura dell’asma. A dimostrarlo dati allarmanti secondo cui solo 1 paziente su 3 segue correttamente le indicazioni e la terapia prescritta dal medico. Ma un buon controllo dell’asma passa necessariamente attraverso l’aderenza alle terapie e le visite mediche regolari: solo così è possibile ridurre notevolmente il rischio di riacutizzazioni con conseguenti visite d’emergenza o ricoveri. Oggi le persone con asma hanno la possibilità di riprendere in mano la propria vita e ASMAZEROweek rappresenta un’importante occasione per ripartire da zero e vivere appieno ogni giorno".

Ma che cos'è ASMAZEROweek? Si tratta in pratica di una campagna di consulenze specialistiche gratuite che si terranno dal 3 al 7 giugno 2019. I pazienti che aderiranno al progetto (telefonando all'apposito numero verde 800 62 89 89) potranno effettuare una visita di controllo e ricevere indicazioni per migliorare la gestione della malattia. In Italia saranno più di 40 i centri specialistici aderenti all'iniziativa. Ulteriori informazioni organizzative le trovate sulla pagina Facebook e sul sito ufficiale di ASMAZEROweek.

Il Prof. Francesco Blasi, Direttore del Dipartimento di Medicina Interna e Direttore UOC di Pneumologia del Policlinico di Milano, Professore Ordinario Malattie dell'Apparato Respiratorio, Università degli Studi di Milano, ha poi aggiunto: "Un attacco d’asma rappresenta un peggioramento acuto dei sintomi e della funzione polmonare rispetto alla condizione abituale del paziente. Ogni riacutizzazione ha un impatto clinico per il paziente, ma anche un progressivo effetto negativo sulla propria funzionalità respiratoria. Per questo, la prevenzione degli attacchi dovrebbe essere lo scopo primario del Medico e del paziente, attraverso l’adozione di adeguate strategie, sia comportamentali sia farmacologiche. Fondamentali sono la comunicazione e la collaborazione tra il paziente e tutti gli operatori sanitari coinvolti nella gestione dell’asma".

A causa dei problemi di comunicazione fra pazienti e medici, negli ultimi anni si è fatto un uso eccessivo dei broncodilatatori bet2-agonisti con breve durata d'azione (SABA). Il fatto è che tali farmaci danno un sollievo immediato, ma non riescono a risolvere l'infiammazione sottostante. Anzi, secondo le ultime indicazioni, il solo utilizzo di tali farmaci non riesce a proteggere gli asmatici dagli attacchi acuti. Inoltre l'uso regolare o frequente aumenta il rischio di riacutizzazioni. Le nuove Linee Guida preferiscono utilizzare un'associazione di corticosteroidi inalatori (ICS) e di beta2-agonisti a lunga durata d'azione (LABA), come il formoterolo. Il fatto è che quando si ha l'attacco d'asma, oltre al broncodilatatore, è necessario abbinare anche un antinfiammatorio per ridurre lo stimolo infiammatorio.

Foto | iStock

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