Problemi di attaccamento: un aiuto da film e Tv?

Le persone con problemi di attaccamento potrebbero trarre benefici dalle serie tv? La risposta arriva da un nuovo studio.

Guardare la Tv

Le persone con problemi di attaccamento nel rapporto di coppia potrebbero trarre dei benefici dalle serie tv e dai film? È a questa domanda che vuole rispondere un nuovo studio condotto dai membri della Ohio State University, i quali ritengono che coloro che hanno problemi di attaccamento sono più propensi a essere coinvolti nelle storie, si sentono maggiormente connessi con i personaggi immaginari e tendono a domandarsi cosa farebbero se si trovassero nelle stesse situazioni.

I risultati suggeriscono che le storie forniscono uno "spazio sicuro" in cui alcune persone affrontano i problemi relazionali delle loro vite. Per le persone con problemi di attaccamento, film e programmi televisivi possono essere un modo per cercare di capire i loro problemi o per soddisfare indirettamente le loro esigenze di intimità in un modo che difficilmente riescono a trovare nella vita reale.

Lo studio, pubblicato sul Journal of Social and Personal Relationships, ha esaminato un campione di 1.039 americani adulti. I ricercatori hanno analizzato due tipi di attaccamento nelle relazioni romantiche: l'evitamento (ovvero la tendenza a non volersi avvicinare troppo emotivamente al proprio partner) e l'ansia (che si manifesta quando si ha continuo bisogno di rassicurazioni da parte del partner).

Ebbene, coloro che avevano ansia da attaccamento erano più coinvolti nelle storie presentate nelle serie tv e nei film. Particolarmente interessanti sono state le persone che presentavano sia tratti di evitamento che tratti di ansia.

Questi sono i classici self-sabotagers: vogliono davvero intimità e supporto, ma tendono a rovinare tutto perché hanno anche questi comportamenti di evitamento. Quando guardano i loro programmi preferiti, le persone con problemi di attaccamento possono immaginare una relazione senza i problemi della vita reale

concludono infine gli autori, i quali aggiungono che i risultati suggeriscono che le persone con questi problemi possono usare dunque la storia per pensare a come reagirebbero se ne avessero la possibilità, espandendo le loro esperienze sociali, almeno indirettamente.

via | ScienceDaily
Foto da Pixabay

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