Oggi è la Giornata Mondiale dell’Epilessia 2019

L'11 febbraio è la Giornata Mondiale dell’Epilessia 2019 e anche la Giornata Mondiale del Malato.

Giornata Mondiale dell’Epilessia 2019

L'11 febbraio è la Giornata Mondiale del Malato. Ed è anche la Giornata Mondiale dell’Epilessia 2019. Questo giorno serve per sensibilizzare l'opinione pubblica su un disturbo di cui si sa ancora poco. Scarse le informazioni su cosa sia e troppi anche gli stereotipi e i tabù che vanno a discriminare chi ne soffre.

#epilessianonmifaipaura è lo slogan scelto per questa edizione della Riognata. Proprio oggi uno studio nazionale sui bisogni dei pazienti, Epineeds, condotto dall'Irccs Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri e dall'Università ‘Sapienza’ di Roma, in collaborazione con la Federazione Italiana Epilessie, ha svelto quello che i pazienti si aspettano. Pazienti e medici concordano sul fatto che la scelta del farmaco più efficace e tollerato è il bisogno principale. Ma che cos'è l'epilessia?

Cos'è l'epilessia

L'epilessia è una malattia neurologica che si presenta con manifestazioni cliniche anomale, le crisi. Le convulsioni possono compromettere lo stato di coscienza. La malattia colpisce 65 milioni di persone nel mondo. In Europa sono 6 milioni le persone che hanno la malattia in fase attiva.

Il Dott. Domenico Frondizi, Consigliere regionale per l’Umbria della Lega Italiana Contro l’Epilessia e consulente dell’Istituto Serafico, spiega:

L’epilessia è una patologia che genera ancora molta diffidenza e paura nelle persone che non la conoscono. Si tratta di una resistenza culturale molto antica, che ancora persiste nella nostra società e che si ripercuote negativamente sulla vita delle persone affette da questa patologia. L’unica arma per combatterla è una corretta informazione, per questo è molto importante promuovere sia a livello locale che nazionale iniziative di sensibilizzazione al fine di abbattere i pregiudizi ancora esistenti.

Esistono diverse forme di epilessia: la malattia si può trattare nel 70-75% dei casi e circa il 50% delle persone affette risponde alla somministrazione di un solo farmaco antiepilettico.

Foto Pixabay

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