L'otite bollosa emorragica è contagiosa?

Ci sono rischi di contagio in caso di otite bollosa emorragica?

Otite bollosa emorragica

Conoscete l'otite bollosa emorragica? In medicina è nota anche come miringite bolloso-emorragica e si tratta di una forma di otite infiammatoria che colpisce soprattutto il timpano (talvolta anche la cute circostante). Il nome deriva dal fatto che è si ha la comparsa di vescicole siero-emorragiche a carico delle aree colpite. Ma quali sono le cause e i sintomi dell'otite bollosa emorragica? E' contagiosa per le altre persone? E i tempi di guarigione quali sono? Andiamo a rispondere a tutte queste domande.

Otite bollosa emorragica: cause e sintomi

Si pensa che l'otite bollosa emorragica sia la diretta conseguenza di infezioni batteriche causate da vari batteri, fra cui Streptococcous pneumonite, Haemophilus influenzae e Moraxella catarrhalis. Ma non solo, anche virus dell'influenza o forme para-influenzali possono scatenare questa particolare forma di otite. Inoltre la si vede comparire spesso nei bambini che presentano otite media.

I sintomi dell'otite bollosa emorragica sono:

  • dolore all'orecchio


  • diminuzione dell'udito (sembra quasi ovattato)


  • prurito
  • otorrea da sierosa a emorragica
  • vescicole o bolle sul timpano e cute circostante
  • talvolta sovrinfezione batterica secondaria

Otite bollosa emorragica: è contagiosa?

Di per sé non è direttamente contagiosa l'otite bollosa emorragica, ma lo sono le malattie di cui è conseguenza: infezioni batteriche, influenza, para-influenza... L'otite bollosa emorragica viene diagnosticata tramite visita otoscopica e la terapia solitamente è medica. Si utilizzano antibiotici per via sistemica e antidolorifici. L'uso di prodotti topici locali è controverso: da una parte c'è il fatto che aiutano a evitare lo sviluppo di sovrinfezioni batteriche secondarie, ma dall'altra parte c'è il rischio di perforazione timpanica.

Attenzione poi alle complicanze:

Per quanto riguarda i tempi di guarigione di un'otite bollosa emorragica, variano da una a due settimane, a meno che non sopraggiungano complicanze.

Foto | iStock

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