Cancro e tachicardia: la possibile causa da non sottovalutare

La tachicardia nei pazienti oncologici rappresenta un problema che non va assolutamente sottovalutato. Ecco perché.

Cancro e tachicardia

Nei pazienti oncologici, la tachicardia (manifestata entro un anno dalla diagnosi di cancro) è collegata a tassi di mortalità più elevati fino a 10 anni dopo la diagnosi. A suggerirlo è un nuovo studio presentato in occasione della conferenza dell’American College of Cardiology, dove gli esperti hanno spiegato che la tachicardia sinusale (ovvero quando il cuore batte più velocemente del normale a riposo) è generalmente un processo secondario a una malattia sottostante, e riflette lo stress e la malattia degli organi multisistemici nei pazienti oncologici.

Il primo passo più importante è capire che cosa causa la tachicardia, escludere cause reversibili come la disidratazione e le infezioni. Inoltre, devono essere presi in considerazione i processi cardiopolmonari come l'embolia polmonare e altre aritmie. Una volta escluse queste e tutte le altre cause della tachicardia, è più probabile che la tachicardia sinusale rappresenti un marker di prognosi negativa per questi pazienti.

Per giungere a questa conclusione, i ricercatori hanno analizzato 622 pazienti oncologici (tra cui alcuni affetti da cancro al polmone, leucemia, linfoma o mieloma multiplo). Lo studio ha incluso 50 pazienti con tachicardia e 572 pazienti di controllo senza tachicardia, ed ha fatto emergere un dato importante: la tachicardia è un importante fattore predittivo della mortalità generale.

Tra i pazienti che hanno manifestato tachicardia, il 62% è deceduto entro 10 anni dalla diagnosi rispetto al 22,9% del gruppo di controllo.

Stiamo continuamente imparando a conoscere i rischi della patologia cardiaca che affliggono i malati di cancro e il nostro studio dimostra che la tachicardia è un predittore forte, indipendentemente dal tipo di tumore, motivo per cui è fondamentale co-gestire sia il cancro che le condizioni cardiache, per garantire ai pazienti di ricevere il trattamento più efficace possibile. Tuttavia, abbiamo bisogno di fare più studi per determinare se la gestione della tachicardia nei pazienti oncologici avrà un effetto sulla sopravvivenza.

via | Eurekalert
Foto da iStock

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