Chi ha il cervello più grande è più intelligente?

Chi ha un cervello più grande è automaticamente più intelligente? La risposta arriva da un nuovo studio.

cervello più grande

Chi ha un cervello più grande è automaticamente più intelligente? A cercare di rispondere a questa domanda è un nuovo studio pubblicato sulla rivista Psychological Science, che ha cercato di valutare la ben nota convinzione secondo cui esiste un legame tra dimensione del cervello e intelligenza. Fino ad oggi tale connessione è rimasta confusa e ben poco chiara, poiché molti degli studi pubblicati in merito a questo argomento sono stati soggetti a "bias di pubblicazione", come la tendenza a rendere noti solo risultati considerati maggiormente degni di nota.

Usando le informazioni derivate dalla risonanza magnetica in merito alla dimensione del cervello, in connessione con i risultati dei test cognitivi e le misure di apprendimento ottenute da un campione di più di 13.600 persone, i ricercatori hanno scoperto che, come hanno suggerito studi precedenti, esiste una relazione positiva tra il volume del cervello e le prestazioni cognitive nei test.

In media, una persona con un cervello più grande tenderà a ottenere risultati migliori nei test cognitivi rispetto a una con un cervello più piccolo, ma la dimensione è solo una piccola parte del quadro, che spiega circa il 2% della variabilità delle prestazioni nel test. Ciò implica che fattori diversi da questo, che ha ricevuto così tanta attenzione nel corso degli anni, rappresentano il 98% dell'altra variazione nelle prestazioni dei test cognitivi.

Ciò che emerge dall'analisi – spiegano gli esperti - è quanto poco il volume del cervello sembri spiegare, e come lo stile genitoriale, l'educazione, la nutrizione, lo stress e altri fattori siano probabilmente i maggiori contributori che non sono stati specificamente testati nello studio.

Futuri studi dovranno adesso stabilire se alcune regioni del cervello, o la connettività tra esse, svolgono un ruolo significativo per quanto riguarda la cognizione.

 

via | ScienceDaily
Foto da iStock

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