Come si diagnostica l’intolleranza al lattosio?

L’intolleranza al lattosio è molto frequente e dipende da un enzima, che con l’avanzare dell’età si perde. Ecco come diagnosticare il disturbo.

Sono numerose le persone che hanno difficoltà a digerire il lattosio, a causa di un’intolleranza o, peggio, di un allergia. È un bel problema, soprattutto per chi non riesce a eliminare la famosa tazza di latte la mattina. L’intolleranza secondo uno studio dell’Autorità Europea per la Sicurezza alimentare (Efsa), riguarda il 54 per cento della popolazione italiana (con picchi del 70 percento nel Sud).

“Intorno al sesto anno di vita il nostro organismo fa ridurre la produzione di un enzima che si chiama lattasi e che digerisce il lattosio. Quando nel nostro intestino arrivano delle sostanze mal digerite iniziano i problemi”

Ha spiegato la dottoressa Anna Villarini, nutrizionista dell’Istituto Nazionale dei Tumori. I sintomi che accompagnano questo disturbo sono di diverso genere, come gonfiore addominale, senso di pesantezza diarrea, stipsi, nausea, ma anche eruzioni cutanee, afte, mal di testa e cistiti. Come si diagnostica?

“Spesso vengono proposti dei test bufala che di solito sono molto costosi. Gli unici test scientificamente validi sono il breath test e il test genetico. Si tratta di due test complementari. Il breath test ci fornice una fotografia di come viene assorbito li lattosio in quel momento dal nostro fisico, mentre il test genetico ci rivela che tipo di intolleranza abbiamo. In caso di dubbio è importante farli tutti e due e non fermarsi al breath test perché se scopriamo di non esser geneticamente intolleranti al lattosio significa che abbiamo un altro problema che deve essere indagato”.

Ha spiegato Maria Sole Facioni, dottore di ricerca in Biologia Molecolare e presidente dell’Associazione Italiana latto Intolleranti (Aili). Per affrontare il disturbo, esistono degli
di lattasi che possono ridurre almeno in parte gli effetti collaterali.

Via | Sky Tg24

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