Alcol in gravidanza: in Italia, ogni anno migliaia di bambini nascono con Sindrome Feto-alcolica

Quello della “Sindrome Feto-alcolica” è un problema da non sottovalutare. Ecco di cosa si tratta e come fare a prevenirlo.

Alcol in gravidanza

Bere alcol in gravidanza mette in serio pericolo la salute del bambino. Purtroppo però, molte future mamme ignorano questo problema, e danneggiano così i nascituri, esponendoli a un rischio elevato di sviluppare la “Sindrome Feto-alcolica” (Fas - Fetal Alcohol Syndrome), una condizione molto grave, collegata al consumo di alcol in gravidanza. Si stima che nel mondo siano 70 milioni le persone che soffrono delle conseguenze dell’esposizione all’alcol durante la gravidanza, e secondo quanto rivela il “The Lancet Global Healt”, ogni anno si registrano 119mila nuovi casi nel mondo, con una maggiore concentrazione in Europa e in Sudafrica.

Ma quali saranno i meccanismi alla base di questa condizione? Gli esperti spiegano che il feto non metabolizza l’alcol, e che quindi esporlo a questo tipo di sostanza può provocare patologie congenite, disfunzioni e altre condizioni che ne influenzeranno l’intera vita.

Gli allarmanti dati epidemiologici che abbiamo a disposizione ci obbligano ad un’azione tempestiva e capillare di informazione delle famiglie nonché di formazione rivolta a tutti i medici (tra cui pediatri, ginecologi, medici generici, neuropsichiatri) che hanno un ruolo fondamentale nella prevenzione e nella diagnosi precoce, oltre che per la cura

fa sapere ladottoressa Maria Pia Graziani, responsabile del Comitato scientifico di Cipe (Confederazione italiana pediatri) del Lazio, la quale aggiunge che è assolutamente importante far capire alla popolazione quali e quanti potrebbero essere i rischi alcol-correlati per la salute del bambino.

Sindrome Feto-alcolica: come si manifesta?


La Sindrome Feto-alcolica si manifesta con una serie di disfunzioni di tipo morfologico (con alterazioni che interessano il viso ad esempio), deficit dell’attenzione e dell’apprendimento, iperattività, problemi comportamentali, ma anche malattie mentali.

A destare preoccupazione è, in particolar modo, la sottovalutazione dei rischi del consumo di alcol in gravidanza da parte dei cittadini.

Sono certa che la diffusione di una approfondita conoscenza della sindrome, unita all’esatta integrazione nonché organizzazione delle varie figure specialistiche implicate in questa patologia, siano in grado di modificare in maniera sostanziale i profili della morbilità e delle sue complicanze, permettendo a migliaia di bambini, ogni anno, di nascere sani e senza danni da alcol.

via | Il Messaggero

Foto da iStock

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