Psicologia: il cervello predice le parole prima di sentirle

Il cervello non è solamente in grado di terminare le frasi che sta per pronunciare il nostro interlocutore, ma può anche anticipare le parole specifiche che stanno per essere pronunciate. Lo rivela un nuovo studio.

cervello

Il cervello non è solo in grado di terminare le frasi che sta per pronunciare il nostro interlocutore, ma può anche anticipare le parole specifiche che stanno per essere pronunciate. A renderlo noto sono i membri del centro di ricerca BCBL, i quali hanno dimostrato per la prima volta che il cervello può anticipare uno stimolo uditivo e determinare i fonemi e le parole specifiche che l'oratore sta per pronunciare.

La predizione è uno dei principali meccanismi neuro-cognitivi del cervello. Ogni millisecondo, il cervello cerca infatti di anticipare attivamente ciò che accadrà in seguito, a seconda della conoscenza che ha dell’ambiente circostante. Il nuovo studio, pubblicato su Scientific Reports, descrive per la prima volta che il complesso meccanismo del cervello è in grado di stimare anche quali parole specifiche sentirà, prima che queste vengano pronunciate.

Per il loro studio, i ricercatori hanno utilizzato la magnetoencefalografia (MEG), un metodo non invasivo impiegato per registrare l'attività cerebrale, con lo scopo di descrivere quali meccanismi utilizza il cervello e quali reti neurali si attivano quando cerca di prevedere ciò che sta per sentire. Per esaminare la questione, gli esperti hanno arruolato un campione di 47 volontari, ai quali sono state mostrate delle immagini su uno schermo. I partecipanti hanno poi ascoltato alcune parole associate alla fotografia, e prima della comparsa dello stimolo uditivo, i ricercatori hanno identificato la presenza di attività cerebrale nella corteccia uditiva primaria, vale a dire la regione del cervello responsabile dell'elaborazione delle informazioni uditive.

Questa è la prova evidente che le regioni uditive non rispondono passivamente allo stimolo che ha un impatto sul nostro orecchio, ma in realtà prevedono qualcosa in anticipo

spiegano gli autori dello studio, i quali sottolineano che sapere come funziona il cervello in questo senso potrebbe aiutare a sviluppare trattamenti più efficaci per alcuni disturbi correlati alla previsione da parte del cervello. Molti disordini hanno infatti a che fare con i disturbi del sistema predittivo.

Nel caso di disturbi linguistici come la dislessia,

aggiungono gli autori dello studio

se il cervello riuscisse a sincronizzarsi meglio con le onde sonore che sente, il problema fonologico dei dislessici potrebbe essere alleviato.

via | MedicalXpress
Foto da iStock

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