Come ridurre la pressione alta: alzate il termostato

Vivere in una casa fredda potrebbe rappresentare un fattore di rischio per l'ipertensione. Ecco cosa rivela un nuovo studio.

Casa fredda

Vivere in una casa fredda potrebbe rappresentare un fattore di rischio per l'ipertensione. A suggerirlo è un nuovo studio pubblicato dai membri della University College London (UCL) sul Journal of Hypertension, i quali hanno esaminato i dati di 4.659 individui. Inizialmente, ogni partecipante ha compilato dei questionari sullo stile di vita. Successivamente, i volontari sono stati esaminati da un'infermiera, che ha misurato la temperatura dell’ambiente nel loro soggiorno e valutato la loro pressione sanguigna e altri valori medici rilevanti.

Ebbene, grazie al loro studio i ricercatori hanno scoperto che, per ogni riduzione di temperatura di 1°C, si registrava un aumento di 0,48 mmHg nella pressione sanguigna sistolica e di 0,45 mmHg nella pressione diastolica.

Gli esperti hanno anche constatato che l'aumento dei livelli di esercizio fisico potrebbe aiutare a contrastare i potenziali effetti negativi che derivano dal vivere in case con temperature più fredde.

La nostra ricerca

spiegano gli autori dello studio

ha contribuito a spiegare i più alti tassi di ipertensione, nonché i potenziali aumenti delle morti per ictus e malattie cardiache nei mesi invernali, e suggerisce che le temperature degli ambienti interni dovrebbero essere prese più seriamente in considerazione quando si eseguono le diagnosi e si scelgono i trattamenti, e nei messaggi per la promozione della salute pubblica.

Dai dati raccolti, gli scienziati non hanno potuto accertare quale potrebbe essere la temperatura ideale da mantenere nella propria casa. Tuttavia, gli autori suggeriscono che sarebbe consigliabile una temperatura di 21 ° C.

via | MedicalNewsToday

Foto da iStock

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