Il cinismo? E' una routine...

di Sara.io

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Muore in treno e nessuno se ne accorge per 6 ore, ma perchè?! Abbiamo sempre saputo che in questo mondo in cui la frenesia e l’auto concentrazione regnano sovrane lo spazio per accorgersi degli altri è sempre più limitato, ma leggere sul giornale di un anziano che muore su un treno e per 6 ore nessuno se ne accorge, controllori compresi, mi fa pensare.

Ma siamo davvero così chiusi nei confronti di chi ci sta intorno? Io voglio credere nel futuro con tutte le mie forze e, pur sapendo di essere un’illusa, non posso vivere pensando che chi mi sta intorno non vede o non vuole vedere le necessità degli altri perché troppo incentrato su se stesso.

L’altro giorno in metropolitana ho assistito a una scena a dir poco agghiacciante, una donna sui 35 anni e a fine gravidanza, si è dovuta alzare per far sedere un signore anziano (con bastone al seguito) perché nessun’altro, ragazzi compresi, ha pensato di rinunciare alla propria seduta in suo favore. Mi rendo conto che dopo una lunga giornata si possa essere stanchi e si voglia godere di tutte le comodità possibili, ma questo non autorizza nessuno a eccedere in cinismo. Ovviamente, dopo essersi sentiti dare indirettamente dei cafoni e dei maleducati, non uno, ma ben 4 o 5 dei passeggeri del vagone si sono alzati per far sedere la ragazza incinta la quale ha gentilmente declinato l’offerta, facendoli sentire ancora peggio.

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Mi domando come abbiamo fatto a "inrozzirci" così tanto. Capisco e ammiro chi cerca di raggiungere i propri obiettivi con tutte le sue forze, ma se questo poi impedisce di goderne i frutti allora la vita si trasforma in una corsa al successo e questo non ha mai reso felice nessuno.

Muccino ha intrapreso la sua carriera hollywoodiana con uno splendido film "La ricerca della felicità". Chi di voi l’ha visto saprà che parla di un padre, WIll Smith, che perde tutto, la moglie, la casa, il lavoro, gli amci ma non demorde e continua a mantenere uno spirito ottimista. Passa mesi di inferno, costretto a dormire in mezzo a barboni e senza tetto ma ciò nonostante non molla, continua a stare con suo figlio ed è con e per lui che alla fine raggiungerà il successo.

La morale? Andare avanti senza perdere di vista il proprio obiettivo, senza dimenticarsi del perché si vuole raggiungere e ricordandosi che la vita è una sola. Se oggi mi domandassero se preferisco avere rimpianti o rimorsi io non avrei dubbi, risponderei RIMORSI, e voi?

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