Leucemia fulminante, premiato ematologo italiano per nuova terapia chemio free

Un grande successo italiano per contrastare la leucemia. L’ematologo Francesco Lo Coco ha ricevuto il premio José Carreras Award per la cura della leucemia fulminante.

leucemia mieloide acuta nei bambini

Nuove speranze per i pazienti con leucemia promielocitica, detta 'leucemia fulminante' per la rapidità con cui un tempo uccideva. Un tempo questa malattia non dava scampo, oggi è una malattia guaribile, senza chemioterapia. Il merito è di Francesco Lo Coco. Classe 1955, ordinario di Ematologia all'Università di Roma Tor Vergata. Lo scienziato è stato premiato a Stoccolma al 23esimo Congresso della Società europea di ematologia-Eha per lo studio con cui ha impresso una svolta mirata e 'chemio free' al trattamento della patologia.

Il José Carreras Award, dedicato proprio al grande tenore sopravvissuto alla leucemia, è il più prestigioso riconoscimento europeo in ambito ematologico. Francesco Lo Coco ha commentato:

"La leucemia promielocitica ha origine dalla crescita incontrollata dei promielociti, progenitori dei globuli bianchi. Invece di 'diventare grandi' come normalmente avviene nel midollo osseo, queste cellule si accumulano in forma immatura determinando anemia e frequenti emorragie. La malattia, fortunatamente rara (120-150 casi l'anno in Italia), può colpire trasversalmente senza preferenze di sesso o età, con una mediana intorno ai 38-40 anni. Può insorgere in modo improvviso e spesso ha un decorso aggressivo, a volte fulminante per via delle gravi emorragie interne: senza una diagnosi rapida e accurata, e in assenza di terapie adeguate, ancora oggi questo tumore può avere esito fatale in poche ore o in pochi giorni".

Lo Coco è il ventesimo scienziato, il terzo italiano, a essere insignito del riconoscimento dalla sua istituzione nel 1999. Lo studio dà il 90% di chance di guarigione ai malati con leucemia acuta promielocitica. Un tumore del sangue che, proprio grazie alle ricerche di Lo Coco, oggi è curabile senza chemio e in modo mirato combinando acido retinoico e triossido d'arsenico. Il mix va a colpire solo le cellule cancerose, risparmiando quelle sane e minimizzando il rischio di effetti collaterali.

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