L’ansia da lavoro può migliorare le prestazioni

Lo stress sul posto di lavoro migliora le nostre performance. Ecco cosa rivela un nuovo studio.

Stress lavoro

Lo stress sul posto di lavoro può migliorare le nostre performance, purché non raggiunga livelli troppo elevati. A renderlo noto è uno studio condotto dalla University of Toronto, i cui autori hanno esaminato sia i fattori scatenanti dell'angoscia sul posto di lavoro sia il rapporto fra stress e prestazioni dei dipendenti. Dallo studio è emerso che se si soffre troppo di ansia, le prestazioni lavorative tendono ad essere comprensibilmente peggiori, ma moderati livelli di stress possono al contrario migliorare tali prestazioni.

Se i dipendenti sono costantemente distratti o pensano a cose che causano loro ansia, non riusciranno a portare a termine le attività lavorative e alla fine potrebbero addirittura avere un burnout da lavoro. Tuttavia, moderati livelli di ansia possono invece avere un effetto benefico sulla qualità del nostro lavoro.

Dopo tutto, se non proviamo ansia e semplicemente non ci preoccupiamo delle nostre prestazioni, allora non saremo motivati a lavorare bene

spiegano gli autori dello studio, secondo i quali i dipendenti che provano un pizzico di ansia possono dunque sfruttare questa sensazione per concentrarsi sui propri compiti.

Lo studio, pubblicato sul Journal of Applied Psychology, delinea anche molti dei fattori scatenanti dell'ansia sul posto di lavoro. I più importanti includono la necessità di sopprimere costantemente le proprie emozioni (pensate alle commesse che devono sempre sorridere ad esempio), svolgere lavori con costanti scadenze incombenti o quelli con frequenti cambiamenti organizzativi. Anche il costante controllo da parte dei datori di lavoro può aumentare le sensazioni di ansia e stress.

Si può gestire l'ansia riconoscendo e affrontando i fattori scatenanti dell'angoscia sul posto di lavoro,

concludono gli autori dello studio

ma anche essendo consapevoli di come sfruttarla per migliorare le prestazioni.

Foto da iStock

via | ScienceDaily

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