Andropausa: i sintomi nell'uomo e a che età si considera precoce o normale

La menopausa maschile, o andropausa, è una condizione fisica che determina una minore produzione di testosterone nell'uomo

Andropausa età sintomi

Il corpo maschile e femminile ha molte differenze, ma anche tante assonanze, soprattutto quando si parla di fisiologia. Simile per concetto alla menopausa femminile, anche l'andropausa maschile porta l'uomo a fare i conti con una serie di sintomi legati alla produzione di ormoni, che cala naturalmente dopo una certa età, ma che può essere gestita con una terapia sostitutiva in grado di attenuare i disturbi.

Una cosa però va detta. La menopausa nella donna coincide con la fase di cessazione dell'età fertile, determinata dalla fisiologica interruzione del ciclo ovulatorio. Al contrario gli uomini non passano attraverso un periodo ben definito di andropausa, perciò alcuni medici si riferiscono a questo problema genericamente come ad un declino della produzione di testosterone.

Proprio il calo di androgeni è alla base della maggior parte dei sintomi dell'andropausa, che includono:


  • Affaticamento

  • Debolezza

  • Astenia

  • Depressione e problemi di natura psicologica

  • Calo della libido e problemi sessuali

L'andropausa può comparire intorno ai 50 anni di età, ma in alcuni casi può essere anche precoce e determinare l'arrivo di questi sintomi e del calo di testosterone, già prima dei 45 anni. In questi casi è il medico stesso a consigliare una terapia ormonale sostitutiva, che si è dimostrata efficace soprattutto nella gestione dei disturbi di natura intima e sessuale.

Una cosa importante riguardo all'andropausa è che quando la produzione di testosterone cessa totalmente (intorno ai 60 anni in genere), il declino ormonale non è immediato come nelle donne. Per questo motivo anche un uomo di 70 anni può essere ancora fertile, nonostante l'età avanzata.

Per la diagnosi dell'andropausa è essenziale una visita specialistica, durante la quale confrontarsi con il medico su sensazioni e sintomi. Le analisi del sangue specifiche e più a largo spettro potranno togliere gli eventuali dubbi sulla propria condizione clinica. È infatti possibile che il calo di testosterone sia dettato da altri problemi, come il diabete di tipo II.

Per tale motivo, quando il fisico lancia qualche campanello di allarme, è sempre bene ascoltarlo e fissare un appuntamento con il proprio medico di base, che potrà suggerire tutti gli step e le eventuali viste mirate da fare per arrivare ad una diagnosi e ad una terapia che migliori lo stato di salute generale e intima.

Foto | iStock

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