Cause di morte in Italia: al sud si muore di più per cancro e malattie croniche

Quali sono le cause di morte in Italia principali? I dati spaccano in due l'Italia, con più morti per cancro e malattie al Sud.

ospedale

Quali sono le principali cause di morte in Italia? Purtroppo tra nord e sud esiste ancora un netto divario, con la prevenzione che funziona nelle regioni settentrionali, mentre in quelle meridionali si assiste a più morti per cancro e malattie. Alessandro Solipaca, direttore scientifico dell'Osservatorio nazionale sulla salute delle regioni italiane, in occasione della presentazione del Rapporto Osservasalute dà un quadro della situazione.

Se da un lato nel nostro paese si muore meno a causa dei tumori e delle malattie croniche, questo vale solo nelle regioni dove la prevenzione effettivamente funziona. Al Sud la situazione è invece più allarmante: il tasso di mortalità per tumori e malattie croniche è maggiore rispetto al Nord, con percentuali che variano dal 5 al 28 per cento.

A destare preoccupazione secondo Alessandro Solipaca è la mortalità precoce, quella tra i 30 e i 69 anni, causata da malattie come tumori, diabete, malattie croniche, malattie cardiovascolari.

Tale mortalità è diminuita negli ultimi anni ma maggiormente al Nord, dove maggiori e più efficaci risultano i progetti di prevenzione.

Al sud i dati sono opposti: in Campania

si registra un +28% di mortalità per tali malattie rispetto alla media nazionale del 2,3%. In Sicilia la mortalità è del +10%, in Sardegna è del +7% e in Calabria è del +4,7%. Eccezione è la Puglia dove, invece, il tasso di mortalità è nella media nazionale". Dunque, rileva il Rapporto, "laddove la prevenzione funziona, la salute degli italiani è più al sicuro, con meno morti per tumori e malattie croniche come il diabete e l'ipertensione: diminuiti del 20% in 12 anni i tassi di mortalità precoce per queste cause.

Walter Ricciardi

, presidente dell'Istituto Superiore di Sanità, sottolinea:

E' evidente il fallimento del Servizio Sanitario Nazionale (Ssn), anche nella sua ultima versione federalista, nel ridurre le differenze di spesa e della performance fra le regioni italiane.

Effettivamente il gap tra le regioni italiane è forte e per il presidente si tratta di problemi legati a scelte politiche e gestionali sbagliate. Lui spera che si possa intervenire al più presto al fine di ottenere

un riequilibrio del riparto del Fondo Sanitario Nazionale, non basato sui bisogni teorici desumibili solo dalla struttura demografica delle Regioni, ma sui reali bisogni di salute, così come è urgente un recupero di qualità gestionale e operativa del sistema, troppo deficitarie nelle regioni del Mezzogiorno, come ampiamente evidenziato nel nuovo Rapporto Osservasalute.

Foto iStock

  • shares
  • Mail