Epatite C: nel 2017 trattata la metà dei pazienti previsti da Aifa

Grandi risultati nella cura dell’epatite C ma i numeri continuano a essere ancora troppo elevati e gli obiettivi distanti.

Blood sample positive with hepatitis C virus

L’epatite C è ancora un nemico difficile da sconfiggere. Eliminare le infezioni richiede molto più tempo e sforzi di quanto non siano ancora stati fatti. A un anno esatto dalla rimozione delle restrizioni per l’accesso ai farmaci antivirali innovativi garantiti a tutti i pazienti con epatite C cronica, in Italia meno di un malato su due è stato avviato alle cure.

Questa la situazione che emerge dal dossier “Epatite C - Indagine conoscitiva sull’accesso ai farmaci nelle regioni italiane”, realizzato da EpaC Onlus, grazie a un contributo liberale di MSD, da oggi disponibile online sul sito dell’Associazione e che mette in evidenza come ci siano differenze regionali importanti in Italia. Ivan Gardini, Presidente EpaC Onlus, ha commentato:

Sebbene il numero di pazienti avviati al trattamento sia in aumento, ad oggi questi obiettivi appaiono difficili da raggiungere; l’indagine rileva uno scenario critico circa le caratteristiche delle strutture autorizzate in ciascuna Regione ma, soprattutto, le stesse Regioni - eccetto Sicilia e Veneto - non hanno predisposto strategie adeguate per la presa in carico di tutti i pazienti già diagnosticati, attraverso il coinvolgimento degli stakeholder che gestiscono interi bacini dove stazionano pazienti da curare: parliamo delle carceri, SerD, Medici di famiglia, strutture ospedaliere non autorizzate, ecc. In particolare, continuiamo a ricevere segnalazioni di pazienti con cirrosi che dalle strutture non autorizzate non sono ancora stati inviati alle strutture autorizzate per essere curati immediatamente, e questo è inaccettabile.

L’AIFA ha come obiettivi quelli di eliminare le infezioni dal virus HCV dall’Italia entro il 2020, il trattamento di almeno 80.000 pazienti l’anno e l’aumento del numero dei Centri autorizzati di 50 unità. Per capire la portata di questi goal sono importanti i numeri: nel 2015 sono stati trattati quasi 31mila pazienti, nel 2017 quasi 45mila. È un incremento notevole ma ancora molto distante dagli80.000 pazienti/anno.

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