Glaucoma ad angolo chiuso, la cura è l'intervento per la cataratta

Il glaucoma 'ad angolo chiuso’ si può trattare con lo stesso intervento che si esegue per la cataratta. È un grande successo.

optometrist examining female patient in ophthalmology clinic

Si è chiusa da poco la settimana dedicata alla prevenzione del glaucoma e proprio in quest’occasione si è parlato molto di questa patologia degenerativa che coinvolge entrambi gli occhi e di quelli che sono stati i traguardi medici per la cura. La novità più grande è la possibilità di curare il secondo tipo di glaucoma più diffuso, quello 'ad angolo chiuso', con lo stesso intervento che si esegue per la cataratta.

A parlarne è il professor Stefano Miglior, direttore della Clinica Oculistica, Policlinico di Monza, Università Milano Bicocca e presidente del 2° Congresso Internazionale dell’Associazione Italiana per lo studio del glaucoma (AISG).

"Con la facoemulsificazione si può gestire spesso in modo risolutivo il glaucoma ad angolo chiuso, di cui soffre il 10% dei glaucomatosi (70% donne) e addirittura dire addio ai farmaci poiché rimuovendo, come si fa per la cataratta, il cristallino che continua a crescere, si permette all’angolo irido-corneale di rimanere aperto”.

I malati di glaucoma possono andare incontro a una progressiva riduzione del campo visivo fino alla visione cosiddetta “tubulare” che dà l’impressione di guardare attraverso un cono, perché si riesce a vedere solo una piccola parte di ciò che si ha davanti. Ne esistono numerose forme, le più frequenti sono: glaucoma cronico ad angolo aperto, glaucoma ad angolo chiuso e glaucoma congenito. Il professor Gianluca Manni, direttore della Clinica Oculistica e del Centro glaucoma al Policlinico Universitario Tor Vergata, oltre che parte del consiglio direttivo AISG, ha aggiunto:

"Ci si accorge tardi di avere la malattia, perché i danni iniziali sono diversi nei due occhi ed essendo la nostra visione binoculare, non realizziamo subito di avere un difetto".

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