Eutanasia e testamento biologico: qual è la differenza

Esiste una differenza tra l’eutanasia e il testamento biologico? Che cos’è invece il suicidio assistito?

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In questo periodo si parla spesso di eutanasia e di testamento biologico. Molto spesso si utilizzano questi due termini come sinonimi per indicare il fine-vita. In realtà sono due cose differenti, nonostante in entrambi i casi ci sia la volontà dei pazienti di porre fine alla propria vita.

L’eutanasia può essere attiva o passiva e in entrambi i casi è la morte di un paziente, per sua stessa volontà, attraverso l’assistenza medica. Si parla di eutanasia attiva quando il paziente, in fase terminale o comunque senza possibilità di guarire, chiede che venga posta fine alla sua vita. È invece passiva se invece si sospendono i trattamenti necessari per mantenere in vita i pazienti. Avviene come sedazione profonda con antidolorifici potenti che agiscono sul cuore.

È diverso il testamento biologico (detto anche biotestamento, direttive anticipate o DAT), che consiste in una dichiarazione in vita. È un vero e proprio atto legale. È una dichiarazione durante cui il paziente, ancora in salute e nel pieno delle proprie facoltà mentali, dichiara a quali trattamenti sanitari vuole sottoporsi e quali invece rifiutare, soprattutto in caso di malattia terminale o incidente. È contro quello che viene definito accanimento terapeutico.

Esiste poi anche il suicidio assistito. In questo caso il paziente muore con un aiuto medico, che però non somministra personalmente i farmaci ma il malato li assume da solo. Le sostanze prescritte portano a rapido addormentamento.

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