Sindrome di Kawasaki, i sintomi e le cause

Ecco quali sono i sintomi della malattia di Kawasaki.

Sindrome di Kawasaki

La sindrome di Kawasaki è una grave vasculite sistemica acuta. Nonostante sia considerata una malattia rara, è comunque una delle vasculiti più comuni nei bambini, ed è maggiormente presente in Giappone. La malattia colpisce prevalentemente neonati e bambini in età pediatrica, e interessa maggiormente i maschietti che le femminucce. Le cause di questa malattia non sono del tutto chiare, ma si sospetta che possa trattarsi di una malattia di origine infettiva. Non ci sono prove che possa essere contagiata da persona a persona.

I sintomi della Sindrome di Kawasaki variano da bambino a bambino per gravità, e consistono in:

  • Febbre alta inspiegabile
  • Irritabilità
  • Infezione congiuntivale (arrossamento di tutti e due gli occhi) senza pus o secrezioni
  • Rash cutanei
  • Arrossamento e screpolature delle labbra
  • Lingua e faringe arrossate
  • Mani e piedi gonfi e rossi
  • Dita delle mani e dei piedi gonfie e turgide
  • Pelle intorno alla punta delle dita delle mani e dei piedi screpolata
  • Dolore e/o gonfiore alle articolazioni, allo stomaco
  • Diarrea e mal di testa

Nei pazienti si può riscontrare un soffio cardiaco, irregolarità del ritmo del cuore e anomalie ecografiche. Inoltre, il bambino può sviluppare aneurismi dell’arteria coronaria.

Diagnosi e trattamento

La diagnosi della Sindrome di Kawasaki è di tipo clinico (mediante l’esame dei sintomi sofferti dal paziente). Fortunatamente gran parte dei bambini con questa malattia possono essere curati, ma alcuni pazienti sviluppano delle complicazioni cardiache nonostante i trattamenti. Per questa ragione, un bambino con sospetta o certa Sindrome di Kawasaki dovrebbe essere ricoverato in ospedale, per il monitoraggio e l’identificazione di un eventuale coinvolgimento del cuore.

Il trattamento consisterà nella somministrazione di una dose elevata di immunoglobuline per via endovenosa e aspirina, in modo da ridurre l’infiammazione e migliorare i sintomi acuti della malattia. Se le condizioni del paziente non dovessero migliorare dopo 1 o 2 dosi di immunoglobuline, potrebbe essere necessario intraprendere delle terapie alternative. Ad ogni modo, nella maggior parte casi, la prognosi per coloro che sviluppano tale malattia è positiva, ed i piccoli potranno condurre una vita normale.

via | Printo, Rarimaspeciali,

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