Sindrome dei capelli impettinabili: cos’è e quali sono i sintomi

Capelli impettinabili, pili trianguli et canaliculi o sindrome dei capelli di vetro filato: una malattia rara genetica che colpisce i bambini.

La sindrome del capelli impettinabili colpisce i neonati entro i primi mesi e comporta lo sviluppo di capelli triangolari e cavi.

La sindrome dei capelli impettinabili ha un nome che potrebbe far pensare a uno scherzo, ma si tratta di una vera e propria malattia genetica rara che dipende dalla mutazione di tre geni: due codificano istruzioni per gli enzimi responsabili della crescita dei capelli, mentre il terzo contiene una proteina che determina la struttura del capello.

La sindrome dei capelli impettinabili è stata riconosciuta nel 1973 e da allora sono state registrate poche centinaia di casi, sebbene si stima che ce ne siano molti di più. Si tratta di una displasia rara del fusto pilifero del cuoio capelluto che si presenta con sintomi come dei capelli impossibili da pettinare a causa della loro struttura modificata.

Al microscopio infatti i capelli appaiono con una sezione triangolare invece che cilindrica e al loro interno presentano un solco lungo tutta la loro estensione. Da questa caratteristica deriva il nome latino pili trianguli et canaliculi. All'apparenza i capelli sono incolori, sottili, crescono in diverse direzioni e non possono essere acconciati in nessun modo. Spesso i capelli si presentano come voluminosi e spettinati, quasi fossero frisè. I capelli nella sindrome dei capelli impettinabili non sono tuttavia meno resistenti o più delicati di quelli normali.

La sindrome dei capelli impettinabili si può raramente trasmettere in modo autosomico dominante e si manifesta nei primi mesi di vita del bambino. Solitamente tende a migliorare con la crescita e non comporta altri sintomi, anche se è alle volte associata ad altri disturbi come anomalie dello smalto dei denti e oligodontia, anomalie digitali, displasia retinica, distrofia pigmentaria, cataratta giovanile, displasia falangoepifisaria, ittiosi, eczema atopico e alopecia areata.

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