Demenza: un’app può aiutare a ricordare meglio

Le persone affette da Alzheimer e altre forme di demenza potrebbero avere una vita migliore grazie a una semplice App. Ecco cosa spiegano gli esperti.

Donna demenza

Demenza – Le persone con Alzheimer e altre forme di demenza potrebbero vivere una vita migliore semplicemente grazie a un'app realizzata dal gruppo di studenti di Ingegneria della Cornell University formato da Karthik Venkataramaiah, Vishal Kumkar, Shivananda Pujeri e Mihir Shah. L'app, il cui nome è Remember Me!, potrebbe essere installata sui telefoni del paziente e dei suoi amici, familiari e operatori sanitari.

Grazie a un servizio di tracciamento GPS e a una connessione al cloud, l'applicazione può mandare un avviso al paziente quando uno dei membri del suo gruppo di amici o familiari si trova nelle vicinanze. Il telefono può informare il paziente in merito al tipo di rapporto che vi è con la persona che si avvicina , e visualizzare una presentazione di immagini precedentemente caricate.

Durante una conversazione inoltre, l'applicazione può aiutare il paziente fornendogli dei ricordi basati sui fatti memorizzati e conversazioni precedenti, suggerendo domande da porre sulla base delle informazioni riguardanti i fatti accaduti.

Come spiegano i suoi realizzatori, l'applicazione – il cui lancio commerciale è previsto per questo mese - è stata sviluppata dopo circa un mese di consultazione con le persone che hanno amici o parenti con demenza. Gli sviluppatori prevedono di applicare delle tecniche di elaborazione del linguaggio basate sul modo di parlare del paziente, in modo da poter prevedere ciò che il paziente potrebbe dire.

Inoltre, è in programma l'nserimento di una caratteristica che potrebbe ricordare al paziente quali sono alcuni importanti eventi della vita. Gli operatori sanitari possono anche inviare dei promemoria ai pazienti, ricordando loro di prendere le medicine, effettuare telefonate o completare dei compiti particolari, e possono utilizzare la funzione GPS per individuare la posizione del paziente.

via | ScienceDaily

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